“Sebastiani nascosto in mansarda all’insaputa di Perazzi” Scarcerato l’amico accusato di favoreggiamento

E’ stato scarcerato Silvio Perazzi, l’amico di Massimo Sebastiani, proprietario della casa di Costa di Sariano di Gropparello nei pressi della quale è stato individuato il 45enne nella tarda mattinata di sabato 7 settembre. Per l’uomo, che resta indagato per favoreggiamento e di cui è stato convalidato l’arresto, è stato disposto soltanto l’obbligo di dimora.

Secondo l’accusa Perazzi avrebbe aiutato Sebastiani a nascondersi durante la sua fuga, dal 26 di agosto al 7 settembre scorsi. Addebiti sempre respinti dall’avvocato difensore Paolo Fiori, che nella mattinata dell’11 settembre ha assistito all’interrogatorio di garanzia al carcere delle Novate, con il gip Luca Milani e il pubblico ministero Ornella Chicca.

Un lungo interrogatorio, di oltre tre ore, dalle 10 alle 13,30 circa, durante il quale sono state ripercorse le tappe della vicenda. “Il mio assistito ha fornito le spiegazioni richieste e ha contestato di aver aiutato Sebastiani ad eludere le ricerche”- ha affermato il legale. “Lo stesso Sebastiani nella sua deposizione – ha aggiunto – ha dichiarato che Perazzi fosse all’oscuro della sua presenza in casa”.

Nel corso dei 13 giorni di sparizione, Sebastiani avrebbe trovato spesso rifugio nella casa di Perazzi, una specie di cascina deposito circondata da oggetti di vario tipo (nella foto), ma all’insaputa del proprietario. Che non vive abitualmente in quell’edificio ma lo utilizza soltanto per alcune attività saltuarie.

“Sebastiani si è nascosto nella mansarda di quella casa, un locale separato non utilizzato da Perazzi – ha riferito Fiori sulla base del racconto di Perazzi – passando sempre da una porta finestra rimasta aperta. Sebastiani usciva ed entrava dall’edificio, senza che il mio assistito ne fosse a conoscenza. Fino a quella mattina di sabato 7 settembre, quando Perazzi ha raggiunto la sua cascina e ha incontrato Sebastiani all’interno della casa. E ha chiamato i carabinieri perchè intervenissero”.

Paolo Fiori

Confermata dunque la circostanza della telefonata che lo stesso Perazzi ha effettuato alle 12 e 25 di sabato per avvisare i carabinieri della presenza di Sebastiani nelle vicinanze della sua casa. Grazie a quella segnalazione, dopo 13 giorni di ricerche infruttuose, il 45enne è stato rintracciato dai due militari della stazione di Carpaneto accorsi sul posto.

Secondo questa ricostruzione Sebastiani avrebbe sempre orbitato intorno alla casa di Perazzi, ma avrebbe anche raccontato di avere dormito spesso altrove durante la fuga: nel bosco, in un canale e anche in un’altra cascina abbandonata. Ma in quella casa di Costa di Sariano sarebbe tornato spesso, soprattutto per un motivo, perchè in un bosco nelle sue vicinanze aveva deposto il corpo di Elisa Pomarelli. Sul quale avrebbe vegliato più volte anche dormito al suo fianco.

Il corpo di Elisa sarebbe stato sepolto da Sebastiani in una riva scoscesa del bosco a poche centinaia di metri dalla casa di Perazzi soltanto nella giornata di venerdì, precedente al suo ritrovamento. Perazzi resta indagato per favoreggiamento e l’obbligo di dimora è stato disposto sulla base della richiesta del Pm per evitare possibili inquinamenti delle prove.

Bosco Sariano Sebastiani

AUTOPSIA RINVIATA – L’autopsia sul corpo di Elisa Pomarelli è stata rinviata a giovedì, nel corso della giornata odierna a Pavia sono stati svolti solo alcuni esami preliminari.

IL LEGAME ECONOMICO – L’avvocato di Sebastiani Mauro Pontini ha spiegato che la criminologa Roberta Bruzzone, consulente della difesa, incontrerà nei prossimi giorni in carcere Massimo Sebastiani per un colloquio. Un passaggio per acquisire elementi e decidere con cognizione di causa se procedere sulla strada della richiesta di perizia psichiatrica già in sede di indagini preliminari.

Il legale non esclude che il movente del delitto, spiegato con la formula “ossessione affettiva e malessere psicologico” nell’ordinanza del Pubblico Ministero, possa essere ricondotto su più piani. Non solo quello del legame sentimentale fra i due, ma anche su uno di natura economica. “Questo aspetto va ancora sviscerato – afferma – e quindi occorre attendere nuove indagini di natura patrimoniale”.

Da ricordare che l’avvocato della famiglia Pomarelli, Paolo Lentini, ha invece seccamente smentito che vi fossero rapporti di natura economica tra la vittima e il suo assassino: “Elisa era autonoma dal punto di vista economico”.

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