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Sensori nei parcheggi, firmata convenzione a tre per portare avanti la sperimentazione

Sensori sui parcheggi per capire se un posto auto è libero o occupato.

E’ il progetto a cui Unione Commercianti Piacenza, Società Agorà S.a.s e Università Cattolica del Sacro Cuore stanno lavorando in sinergia in via sperimentale e che verrà portato avanti su larga scala dietro la firma di una convenzione avvenuta nella mattinata del 27 febbraio.

Come spiegato dai responsabili degli enti coinvolti, “l’obiettivo è quello di iniziare a valutare, a seguito dei dati raccolti dai sensori nel corso dei mesi, una possibile valenza della sperimentazione nella direzione del traffico e degli orari di apertura dei negozi”.

“In una prima fase – hanno aggiunto – sono stati apposti sensori geomagnetici che rilevano la massa del veicolo negli otto parcheggi in area privata ad uso pubblico, alla sede dell’Unione Commercianti a Piacenza in Strada Bobbiese. Poi, nella seconda fase del progetto, iniziata poche settimane dopo il posizionamento dei sensori, la sperimentazione si è spostata sulle nostre montagne. Grazie alla collaborazione con il Comune di Cerignale si è voluto diffondere la nuova dimensione tecnologica grazie alla quale i dati generati da ciò che ci circonda possono essere raccolti, interpretati e utilizzati per fare previsioni. In un futuro neanche troppo lontano questi sensori potranno essere di grande aiuto alle Amministrazioni Comunali per scegliere e gestire i parcheggi”.

La partnership tra i tre attori coinvolti prevede che i fondi vengano messi dall’Unione Commercianti, le strumentazioni dalla Società Agorà, mentre gli studenti dell’Università Cattolica si occuperanno di ricerca e analisi: “Il vero grande traguardo sarà quello di far interfacciare questi sensori a Internet, per rendere fruibili i dati alle persone: attraverso la facoltà di economia – ha spiegato in tal senso Mauro Balordi, direttore dell’Università Cattolica di Piacenza – si tratta di mettere insieme un database e capire come utilizzare questi dati al servizio di un territorio, quindi darne una spiegazione per agevolare le scelte politiche”.

Si continuerà – ha concluso – con la ricerca di nuovi sponsor per proseguire lo sviluppo e potenziare la rete di questi sensori, andando così a realizzare su larga scala il progetto”.

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