Un assassino poco razionale che cerca di dissimulare e poi sparisce: Sebastiani nelle carte della Procura

Non una specie di “Rambo in grado di sopravvivere nei boschi per settimane”, come qualcuno aveva immaginato nei giorni della sua fuga. E nemmeno un freddo calcolatore in grado di costruirsi a tavolino un alibi e depistare accuratamente le indagini.

Davanti alla ricostruzione dei fatti descritti nell’ordinanza del Pubblico Ministero Ornella Chicca, la condotta di Massimo Sebastiani emerge con contorni più oggettivi. Quella di un assassino che tenta di dissimulare il suo gesto efferato, con assai poca astuzia, talvolta con goffaggine.

Sebastiani distributore

Cerca di costruirsi un alibi con un eccesso di zelo tale da ottenere l’effetto opposto, destare sospetti su di lui. Dopo il delitto si fa vedere insieme a conoscenti e amici, ignora che gli impianti di videosorveglianza sono in grado di tracciare tutti i suoi movimenti in auto. Ignora che sulla sua casa – in particolare sul suo giardino – sono puntate le telecamere di servizio della fabbrica adiacente nella quale lavora.

Telecamere che riprendono i movimenti esterni al pollaio dove si consuma l’omicidio: Massimo ed Elisa che entrano insieme nella casetta di legno e successivamente lui esce da solo portando un peso che appare in tutto e per tutto un corpo con le braccia ciondolanti.

E poi si impossessa del cellulare della vittima e gli “scappa” pure una videochiamata su whatsapp (il classico pulsante schiacciato involontariamente da chi smanetta sempre col proprio cellulare) all’indirizzo di un’amica di Elisa Pomarelli. Per non parlare dei messaggi inviati a Elisa dopo la sua morte, fingendo di non averla mai incontrata quella domenica 25 agosto.

pollaio casa Sebastiani

Alle 16 e 48 invia un messaggio al cellulare di Elisa Pomarelli nel quale dice: “… scusa se mi sono arrabbiato ma mettiti nei miei panni dai fatti sentire”. Anche in questo caso Sebastiani ignora che l’analisi del traffico dei dati e l’aggancio delle celle telefoniche sono capaci di mappare tutti gli spostamenti di un telefonino.

Il 45enne è anche tornato sul luogo del delitto – il pollaio – nel pomeriggio per bruciare alcuni oggetti, con ogni probabilità il telo utilizzato per avvolgere il cadavere. Ancora da chiarire nei dettagli – infine – la questione dell’occultamento del cadavere di Elisa Pomarelli (dove è stato nascosto nei giorni successivi?) e della sua sepoltura arrivata soltanto dopo alcuni giorni dalla morte. Così come il ruolo dell’amico indagato per favoreggiamento Silvio Perazzi, proprietario della casa di Costa di Sariano intorno alla quale Sebastiani ha orbitato nei giorni successivi al delitto.

Insomma un omicida allo sbando e assai poco razionale, che dopo aver cercato di dissimulare il delitto, sceglie di fuggire e nascondersi. Di rimuovere la realtà sottraendosi agli occhi di tutti.

Bosco Sariano Sebastiani

Il tentativo di sviare le indagini prosegue anche nei giorni successivi con la lettera manoscritta recapitata all’amico Perazzi nella quale scrive che quella domenica Elisa se ne sarebbe andata via da casa sua facendo l’autostop.

Ecco la ricostruzione cronologica dei fatti avvenuti domenica 25 agosto supportata dai riscontri delle indagini: 

Massimo Sebastiani ed Elisa Pomarelli alle ore 12.30 del 25 agosto hanno viaggiato da Piacenza fino alla trattoria “Il Lupo” di Ciriano dove hanno pranzato assieme. I due hanno successivamente viaggiato verso l’abitazione di Sebastiani a Carpaneto Piacentino, località Campogrande. Le telecamere di videosorveglianza della ditta Mortari hanno rilevato che i due sono giunti nei pressi del pollaio situato nel cortile sul retro dell’abitazione alle ore 14.11.

Tra le ore 14.11 e le 14.21 successive i due sono entrati e rimasti all’interno del pollaio – da dove Sebastiani è stato infine visto uscire mentre trasportava a spalle il corpo esanime di Elisa Pomarelli. Sebastiani si è mosso in auto direzione di Cadeo alle ore 14.37 per ritornare indietro alle successive 14.42. L’indagato ha effettuato rifornimento di carburante tra le ore 14.46 e le ore 14.48 presso la Total Erg di Carpaneto Piacentino per transitare alle ore 14.55 sotto le telecamere di Sariano di Gropparello con la vettura che presentava determinate condizioni d’uso.

L’auto di Sebastiani è stata notata quindi a Sariano – nei pressi dell’abitazione di Silvio Perazzi, alle ore 15 e 50 circa e successivamente in Località Celleri alle ore 16 e 30 presso il Bar della frazione. Sebastiani invia un messaggio al telefono di Elisa Pomarelli alle ore 16.48 dal contenuto insolito e con modalità sospette. La vettura di Sebastiani viene notata scendere da Gropparello alle ore 18.23 e 18.27 seguenti ma ad ora non è stato possibile eseguire il tracciamento in entrata verosimilmente perché lo stesso ha percorso strade secondarie (forse più sicure per evitare eventuali controlli)

Fra le 18,44 e le 18,53 Sebastiani viene di nuovo immortalato dalla telecamera dell’impianto di videosorveglianza della ditta Mortari; egli si avvicina al pollaio trasportando qualcosa di colore chiaro ed intellegibile dalla telecamera come un oggetto voluminoso, forse un sacco che poi brucia nei pressi; nel frattempo intavola una conversazione uno dei titolari della ditta. Alle ore 18.57 emerge che Sebastiani ha inviato un messaggio vocale tramite whatsapp a Elisa Pomarelli che trascritto riporta quanto segue “”Taty rispondi dai quando riesci”.

Auto Sebastiani

La vettura Sebastiani alle ore 18.59 e così anche alle ore 19,30 evidenzia dettagli rilevanti che non presentava alle ore 14.55 a testimonianza di eventi ignoti che sono successi e ne hanno modificato lo stato nel periodo di tempo intercorso: si tratta di due segni in particolare, uno sul paraurti posteriore e un danno al passaruota anteriore sinistro. Segni che – secondo la Procura – appaiono generati dal contatto di un oggetto che è stato trascinato fuori dal bagaglio.

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