Violenza, 20 donne in protezione. Nei territori montani una rete contro l’isolamento

“Ogni giorno una donna vittima di abusi o violenza si rivolge a noi in cerca di aiuto: venti di loro, sopratutto straniere, sono ospitate presso strutture protette; andare ad intercettare queste situazioni di disagio con la prevenzione e la formazione è sempre più fondamentale”.

E’ il quadro sconfortante della nostra provincia descritto da Donatella Scardi, presidente di “Telefono Rosa Piacenza, intervenuta nella mattinata del 23 settembre per presentare l’iniziativa contro la discriminazione di genere lanciata dall’associazione “Città delle donne” in collaborazione con Comune di Piacenza, Azienda Usl, Associazione italiana Donne Medico di Piacenza, Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Federfarma e Coni provinciale.

Il progetto – partito a marzo e che terminerà a dicembre – si chiama “Altri Passi. Formazione in Movimento” e, come sottolineato da Scardi, “mira a favorire il rispetto per una cultura plurale delle diversità e della non discriminazione, promuovendo il tema della parità uomo-donna e le pari opportunità”.

“Nello specifico – ha aggiunto – si occupa di formare personale stanziale sui territori collinari e montani piacentini, generalmente poco accessibili. In particolar modo, il progetto coinvolge medici generici, ostetrici, pediatri e farmacisti, assistenti sociali i quali possono intercettare il disagio e fungere da raccordo con la rete di sostegno, promuovere messaggi divulgativi di pari opportunità e prevenzione alla violenza sulle donne”.

“Al momento – ha precisato Scardi – sono state formate 15 persone nei comuni di Bobbio e Morfasso, mentre poi ci si sposterà a Bettola, Gragnano e Rivergaro ed altre zone collinari e montane del piacentino”. La ragione di intervenire sulle zone più marginali della provincia ha una ragione specifica. “La violenza domestica ha radici profonde nell’isolamento della donna – ha spiegato ancora la presidente di Telefono Rosa-. Per questo è necessario andare ad intercettare queste situazioni anche in zone geografiche meno centrali. Alla fine di questo percorso riteniamo che potremo andare a rafforzare nelle persone una maggior fiducia rispetto alle figure professionali presenti e stanziali sul territorio”.

“Prevenzione e lotta alla violenza di genere sono situazioni che vanno intercettate quando i ragazzi sono nell’età della crescita – ha poi messo in rilievo l’assessore alle Pari Opportunità Federica Sgorbati. Sulla stessa linea anche Robert Gionelli, delegato provinciale del Coni “E’ sempre bello sentir parlare di formazione e cultura: le società sportive del territorio collinare e montuoso possono essere utili per fungere da ‘termometro’ ed individuare eventuali situazioni di disagio”.

A presentare il progetto anche Anna Maria Andena, in rappresentanza dell’Asl e e la referente del progetto Ilaria Egeste per Telefono Rosa.

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