“Bobbio borgo dei borghi, Daverio in conflitto di interessi?” Interrogazione in vigilanza Rai

“La Rai chiarisca se dietro il concorso televisivo “Borgo dei borghi”, andato in onda su Rai3, non ci sia un imbarazzante caso di conflitto di interessi del presidente della giuria, Philippe Daverio. Se sono stati commessi errori e ci sono state connivenze, chi ha sbagliato deve pagare”.

E’ il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi ad avanzare dubbi sul successo di Bobbio, decretato borgo più bello d’Italia domenica sera nel corso della trasmissione condotta da Camila Raznovich, annunciando che presenterà un’interrogazione in commissione di vigilanza Rai. “Il borgo vincitore Bobbio – scrive Anzaldi su Facebook – ha prevalso grazie al voto decisivo della giuria, che ha ribaltato il televoto dei cittadini, e il presidente della giuria Daverio è un grande sostenitore pubblico di Bobbio, tanto da aver ricevuto lo scorso novembre la cittadinanza onoraria per “meriti nella valorizzazione” del borgo”.

“E’ stato opportuno – si chiede Anzaldi – dare l’ultima parola su una competizione in onda nel servizio pubblico a chi, come Daverio, non ha fatto mistero di parteggiare per un preciso concorrente? Come è stata selezionata la giuria, e da chi? Daverio ha mai ricevuto denaro da istituzioni ed enti territoriali per la “valorizzazione” di Bobbio? Daverio un anno fa proponeva addirittura di nominare Bobbio terza capitale d’Europa, insieme a Strasburgo e Bruxelles: la trasmissione di Rai3 aveva un vincitore annunciato? Nessuno mette in discussione la bellezza di tutti i borghi in gara, compreso l’incantevole Bobbio, ma quando c’è il marchio Rai pagato da tutti i cittadini servono massime garanzie”.

“Il voto popolare – afferma il deputato – aveva premiato il borgo siciliano di Palazzolo Acreide, che con il 42% del televoto aveva staccato Bobbio fermo al 27%, ma quel voto è stato ribaltato grazie alla giuria (composta, oltre a Daverio, da Margherita Granbassi e Mario Tozzi, ndr), che ha assegnato il 66% a Bobbio e lo 0% a Palazzolo Acreide”. “E’ necessario – conclude – che l’amministratore delegato Salini e il direttore di Rai3 Coletta chiariscano ai cittadini cosa è successo e se tutto sia stato fatto rispettando le regole e l’imparzialità del servizio pubblico, oppure se qualcuno abbia lucrato dietro la buona fede dei telespettatori”.

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