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Dispositivi antiabbandono in auto, De Micheli firma il decreto: saranno obbligatori

Al via l’obbligo di installazione dei dispositivi antiabbandono sui seggiolini per i bambini di età inferiore ai 4 anni.

La Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, la piacentina Paola De Micheli, ha infatti firmato il decreto attuativo dell’articolo 172 del Nuovo codice della strada per prevenire l’abbandono di bambini nei veicoli. L’obbligo sarà operativo non appena il decreto legge sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni.

Si tratta del passaggio conclusivo della Legge, dopo l’approvazione del Parlamento con il voto di tutti i gruppi politici, il parere favorevole acquisito dalla Commissione Europea e il via libera dei giorni scorsi del Consiglio di Stato.

In considerazione dell’importanza di questi dispositivi, volti a scongiurare eventi tragici come quelli accaduti negli ultimi anni, – spiega il Ministero – sono allo studio le modalità per attuare l’agevolazione fiscale prevista per favorirne l’acquisto ed incrementare le relative risorse.

Murelli (Lega): “Finalmente i seggiolini anti abbandono sono una realtà” – «Finalmente l’obbligo dei seggiolini anti abbandono, per i bimbi sotto i 4 anni, sarà una realtà. Sono soddisfatta per la firma dei decreti attuativi da parte del ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli. Fin da quando presentai il disegno di legge avevo un solo obiettivo: evitare bimbi morti perché dimenticati in auto e far compiere una passo di civiltà al nostro Paese. Ma la Lega sta lavorando per rendere obbligatorio questo tipo di seggiolini anche in Europa. L’augurio è che Bruxelles si renda conto dell’importanza di questo dispositivo e non pensi solo ai vincoli di bilancio».

Lo afferma Elena Murelli, deputata piacentina della Lega e prima firmataria del disegno di legge che venne presentato, nel 2018, in giugno alla Camera e poi votato dal Senato in settembre, senza alcun cambiamento.

«La Ue ha impiegato più del previsto per rimandarci le osservazioni – conclude Murelli – aggiungendo che per loro 9 bimbi morti non erano statistica. Poi la stessa Ue premia come miglior impresa per la sicurezza un’azienda italiana, la bolognese Remmy, a cui faccio i complimenti. Una contraddizione».

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