Film e riflessioni sulla salute mentale in Fondazione

In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, il 10 ottobre, la Fondazione di Piacenza e Vigevano organizza un evento di sensibilizzazione e informazione per la cittadinanza in collaborazione con Cinemaniaci Associazione Culturale APS (media partner).

L’evento, in programma giovedì alle ore 21 in via S. Eufemia 12 all’Auditorium della Fondazione (ingresso gratuito), prevede in apertura un contributo specialistico su dati epidemiologici, politiche e prospettive della salute mentale, con l’intervento del Dr. Massimiliano Imbesi, Medico Psichiatra, Direttore f.f. UOC dei Centri Salute Mentale dell’Ausl di Piacenza, intervistato dal Dr. Piero Verani, Psicologo Psicoterapeuta. A seguire la proiezione del film documentario La città che cura (Italia 2019, 89 minuti) della regista Erika Rossi.

I protagonisti del film sono tre: Plinio, un anziano pianista ipocondriaco, non vuole più uscire di casa, Roberto affronta la fatica di vivere dopo un grave ictus, Maurizio paga lo scotto di una vita di eccessi. Grazie al progetto di salute pubblica presente nel quartiere per Plinio, Roberto e Maurizio si aprono nuove opportunità, nuovi scenari di vita in cui mettersi nuovamente in gioco, perché “curare” significa creare relazioni, conoscere le persone e i loro bisogni, stare insieme e condividere i problemi di ogni giorno.

L’accesso alla salute non è uguale per tutti: le condizioni di vita influenzano la reale possibilità che una persona ha di curarsi e guarire. Nei quartieri alla periferia di Trieste, un modello di salute innovativo ripensa la cura fuori dagli standard istituzionali, riportando l’attenzione sulla vita delle persone, senza vederle solo attraverso la lente della malattia. Il film documenta il progetto e lo sviluppo di un modello terapeutico e socio assistenziale nato nel 1998 a Trieste e tutt’oggi attivo nel quartiere periferico di Ponziana attraverso le cosiddette Microaree.

Promosso d’intesa tra Comune, Azienda Sanitaria Locale e Ater con lo scopo di migliorare la qualità della vita degli abitanti di alcuni rioni considerati a rischio, caratterizzati dalla rilevante presenza di case popolari e nei quali si registrava una forte concentrazione di disagio sociale, questo programma di promozione del benessere e della coesione sociale si basa sul coinvolgimento attivo della cittadinanza e del settore non profit operante sul territorio (Associazionismo, Volontariato, Cooperazione sociale). A oggi il modello della Microarea rappresenta un unicum in tutta Europa per il carattere innovativo e per certi versi rivoluzionario, basato sulla condivisione e l’altruismo sociale.

Il film, già vincitore della Borsa di Sviluppo Premio Solinas Documentario per il Cinema 2017, è stato presentato all’interno della sezione Documentari Fuori Concorso della 30^ edizione del Trieste Film Festival.

Erika Rossi nasce nel 1974 a Trieste, dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Si specializza in Comunicazione Audiovisiva presso l’Alta scuola di Comunicazione dell’Università Cattolica di Milano. Lavora come autrice di programmi per Rai Tre e dal 2005 inizia a lavorare a progetti documentari, legati a tematiche sociali e diritti umani, come Porrajmos, a forza di essere vento (2004), Questioni di pelle (2005) e Navighiamo a vista (2007). Dal 2004 collabora come filmmaker col dipartimento di Salute Mentale di Trieste e nel 2012 realizza il documentario Trieste racconta Basaglia, sulla chiusura degli ospedali psichiatrici in Italia, vincitore al Trieste Film Festival 2012 e selezionato in diversi festival come Roma, Napoli, Glasgow, Spalato e Buenos Aires. Tra i suoi lavori Il viaggio di Marco Cavallo e Tutte le anime del mio corpo. Nel 2018 è stata selezionata al Berlinale Talent Campus.

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