La pioggia non ferma la maxi esercitazione “Argo”, 400 militari coinvolti sulle sponde del Po fotogallery

La pioggia caduta incessante per tutta la mattinata di martedì 29 ottobre non ha fermato i lavori della maxi esercitazione “Argo” dell’Esercito Italiano.

Oltre 400 i militari che hanno partecipato, coinvolti ben quindici reparti: il 2° Reggimento Genio Pontieri di Piacenza, il Reggimento Lagunari di Venezia, il 3° Reggimento Artiglieria di Sabaudia (LT), il 121° Reggimento Artiglieria Contraerei di Bologna, il 32° Reggimento Carri Tauriano di Spilimbergo (PN), il Reggimento “Lancieri di Novara” di Codroipo (UD), il Reggimento Addestrativo di Comando Artiglieria di Bracciano (RM), il 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona, il 34° Distaccamento Permanente AVES “Toro” di Veneria Reale (TO), il 2° Reggimento Trasmissioni di Bolzano, il 232° Reggimento Trasmissioni di Avellino, il Gruppo Cinofilo dell’Esercito di Grosseto e Polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza.

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Alla presenza delle Autorità civili e militari di Piacenza e provincia, i militari hanno dato sfoggio delle loro abilità, realizzando un ponte mobile che ha traghettato uomini e mezzi da una sponda all’altra del Po. Nella simulazione, come spiegato dal generare di corpo d’armata Giuseppenicola Tota, comandante delle Forze operative terrestri di Supporto, “nonostante le condizioni meteorologiche e del Fiume Po fossero avverse e quanto mai proibitive, si è mostrato alla popolazione che l’Esercito è in grado di operare sia su scenari bellici che in caso di problematiche di natura civile. Possiamo guadare un corso d’acqua in caso di calamità, salvare materiali, salvare persone, come dimostrato nei giorni scorsi quando una grande cisterna era in balia delle acque del Po. Con un perfetto lavoro di squadra assieme ai vigili del fuoco di Piacenza siamo stati in grado di recuperarla e portarla a riva”.

“Quella di oggi – ha aggiunto – è stata un’esercitazione giocata in uno scenario della Nato previsto nel nord Europa, in cui siamo stati chiamati a realizzare un collegamento che permettesse il transito di forze operative. Ci siamo riusciti, raggiungendo gli obbiettivi che ci eravamo prefissati, e lo abbiamo fatto dimostrando ai nostri partner della Nato che siamo altamente qualificati: il nostro è un assetto unico non solamente in Italia, ma anche in ambito Nato”.

Alla due giorni appena conclusasi hanno preso parte in qualità di osservatori anche rappresentanti del British Army (esercito inglese) e Armée Française (esercito francese) nell’ambito di attività bilaterali, nello specifico militari del Royal Engineers e del Génie Militaire, per un proficuo scambio di informazioni relative a modus operandi dei diversi eserciti appartenenti alla Nato.

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