Mensa studenti a Podenzano “Tariffe parificate e un maggior servizio alle famiglie”

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Pubblichiamo di seguito la replica del Comune di Podenzano (Piacenza) all’intervento di Ernestina Rigamondi (Fratelli d’Italia) che lamentava l’aumento delle tariffe della mensa per gli studenti

Non abbiamo nessun timore, a ribadire quanto già esposto e discusso in Consiglio Comunale con risposta scritta ed orale ad un’interrogazione della minoranza relativamente alle tariffe mensa, per altro già oggetto di un articolo esplicativo del quotidiano Libertà del giorno 23 agosto 2019 nonché di pubblicazione istituzionale sul sito web Ufficiale del Comune e diversi post informativi sui canali social.

L’appalto Mensa, diversamente da quello precedente che prevedeva un contratto di somministrazione di servizi a gestione diretta, prevede un contratto di concessione mista con oggetto principale il servizio di ristorazione scolastica ed a titolo accessorio i lavori di ampliamento e ammodernamento dei locali e delle attrezzature.

L’ampliamento e ammodernamento della mensa, studiati e progettati per un miglioramento del servizio, consiste in lavori edili nei locali cucina, lavaggio e preparazione dei cibi per 43.000 euro e l’acquisto di nuove attrezzature per 65.000 euro che saranno completamente a carico della ditta aggiudicataria così come sarà a carico della stessa il pagamento del software informatico per la gestione dei servizi scolastici erogati dall’amministrazione (ristorazione, trasporto, pre-scuola e doposcuola) collegato al sistema PagoPA.

La ditta aggiudicataria ha recepito inoltre, la richiesta dei nostri ragazzi, di utilizzare le stoviglie e le posate monouso in materiale biodegradabile e al posto delle bottigliette di plastica sarà somministrata acqua di rete in brocche di polipropilene. Ogni plesso scolastico verrà dotato di un adeguato numero di distributori. Anche questo rappresenta un costo aggiuntivo per la ditta aggiudicataria ed una miglioria del servizio e dell’impatto ambientale.

Attraverso questa concessione l’aggiudicatario sarà soggetto ai rischi di impresa connessi, e la durata di 10 anni del servizio permetterà di contenere la quota degli investimenti. Il Comune continuerà comunque a sostenere le famiglie nella stessa misura del passato, contribuendo economicamente a coprire parzialmente le tariffe che sono state modificate e semplificate adeguandole al nuovo costo del servizio.

Nello specifico, per gli studenti che hanno il rientro pomeridiano obbligatorio, il costo del pasto è di euro 4,50 per ciascuno anziché euro 4,30. Se una famiglia ha due figli iscritti al servizio, pagherà per il primo figlio 4,50 euro e per il secondo 4,20, se ne ha tre o più, pagherà per il terzo figlio 3,80 euro e così per i successivi. Per gli studenti senza rientro pomeridiano obbligatorio il costo del pasto sarà di euro 4,50 come per gli studenti che hanno rientro obbligatorio.

Nella scelta “politica” delle tariffe sopra esposte si è cercato di semplificare le tariffe per le famiglie più numerose mantenendole a livelli particolarmente vantaggiosi, fra le più basse della provincia, con differenza rispetto ad altri comuni superiori anche al 10%. Nello stesso tempo si è voluto dare la possibilità a tutte le famiglie di Podenzano, anche a quelle che hanno figli senza rientri pomeridiani obbligatori, ma che per esigenze didattiche (laboratori pomeridiani facoltativi) rientrano a scuola, ed a quelle che pur senza rientro a scuola per motivi lavorativi non possono essere presenti durante l’orario dei pasti, di poterne usufruire alle stesse condizioni, permettendo alle famiglie con due genitori che lavorano di conciliare al meglio i tempi del lavoro con le esigenze di tutti i componenti della famiglia. Quindi con questa sensibilità abbiamo inteso parificare le tariffe ed offrire un maggior “servizio alle famiglie”.

Con questa operazione abbiamo aumentato la platea dei possibili beneficiari di questa agevolazione che prevede per gli utenti un abbattimento dei costi della mensa scolastica.

Non è chiaro se da parte di Rigamondi ci sia la volontà di fare disinformazione o se non abbia inteso bene quanto già rappresentato ed esposto in diverse sedi perché la distorsione delle informazioni riportate nell’articolo dell’esponente di Fratelli d’Italia è evidente. Dal punto di vista della semplice aritmetica le tariffe aumentano di circa 20 cent a pasto che moltiplicati per 49.000 pasti annui sono 9.800 euro circa all’anno. Quindi per 10 anni ammontano ad euro 98.000 e non a 140.000 come da Lei indicato e comunque sono al di sotto dei 110.000 euro circa di investimento.

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