Non versavano i contributi ai dipendenti e altri tributi, scoperta maxi evasione da 2 milioni e 400 mila euro

Mancata dichiarazione e indebita compensazione, scoperta maxi evasione da 2 milioni e 400 mila euro.

Circa un milione e 400mila euro le imposte non versate, e altri 900 mila i crediti fittizi indebitamente compensati. A finire nei guai sono stati gli amministratori e il curatore fallimentare di una cooperativa di Besenzone, attiva con 135 dipendenti nel settore dei trasporti e della logistica nell’hinterland milanese tra gli anni 2014 – 2016. I due amministratori si trovano ora ai domiciliari, mentre il liquidatore è oggetto di obbligo di firma. Sequestrati anche 4 automobili, 4 immobili e conti correnti per un valore di oltre 2 milioni di euro.

L’indagine, coordinata dal Pm Antonio Colonna, ha visto in campo gli uomini della Guardia di Finanza di Fiorenzuola. “L’indebita compensazione è la nuova frontiera dell’evasione fiscale – spiegano lo stesso Colonna, Luca Elidoro, comandante della Gdf di Piacenza e Giorgio Botti, alla guida del reparto di Fiorenzuola -, utilizzato in realtà come queste che hanno vita breve: non pagano le imposte e poi mettono la società in liquidazione. In pratica consente di non versare, come in questo caso, contributi pensionistici ai dipendenti, attestando falsi crediti con l’erario. Ad esempio, a titolo di compensazione venivano fatti valere crediti del 2011, anno in cui la cooperativa non era neppure in attività”.

Un reato difficile da accertare, scoperto grazie all’intuito delle fiamme gialle di Fiorenzuola. “Siamo partiti da una mancata dichiarazione, pensavamo di trovarci di fronte a fatture false  – spiega il luogotenente Giorgio Botti -, ma quando abbiamo visto l’ammontare del personale abbiamo capito che non era così. Ricostruirlo non è stato facile, perché tutta la documentazione relativa alla ditta era andata distrutta e abbiamo dovuto ricostruirla. Si tratta di una modalità, quella dell’indebita compensazione, già utilizzata da altre realtà che hanno vita breve e che vanno subito in liquidazione: consente di aggirare gli “alert” dell’Agenzia dell’Entrate perché comunque vengono depositati sì F24, ma con voci inesistenti”.

“Il lavoro dalla Guardia di Finanza – sottolinea il pm Colonna – è stato un lavoro preciso e puntuale, a loro vanno i complimenti per le indagini svolte”. “Il danno è doppio – conclude il colonnello Elidoro – perché con questi reati si danneggia sia l’erario che i dipendenti, che si trovano i contributi non pagati”.

RAMACCI (LEO) “EPISODI CRIMINALI CHE DANNEGGIANO COOPERAZIONE SANA” – “Il fenomeno grave e deleterio delle cooperative spurie torna sulle prime pagine della cronaca. Il fatto emerso con le indagini della Guardia di Finanza sulla maxi evasione perpetrata dalla cooperativa protagonista della cronaca di questi giorni fa emergere nuovamente e prepotentemente il danno causato da chi abusa della forma cooperativa all’economia, al fisco, ai lavoratori, alla comunità e alla buona cooperazione che si sviluppa nei territori e nei mercati, rispettando le regole e portando benessere”.

Questo il commento di Fabrizio Ramacci, vice presidente Legacoop Emilia Ovest. “Siamo di nuovo a ribadire il nostro impegno al fianco delle istituzioni e delle forze dell’ordine nel trovare le migliori soluzioni per arginare questa piaga. Legacoop si è fatta promotrice insieme ad Alleanza delle cooperative della campagna contro le false cooperative, raccogliendo oltre 100.000 firme e deponendo in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare”.

“Oltre alla gravità di questi episodi illegali e criminali, la Cooperazione sana paga uno dei prezzi più alti, in quanto viene ingiustamente danneggiata a livello reputazionale”.

DANIEL NEGRI (CONFCOOPERATIVE) “SANA COOPERAZIONE PRIMA AD ESSERE DANNEGGIATA”

“Il recente fatto di cronaca, mi permette come Presidente di Confcooperative di ribadire con forza alcuni concetti generali, già più volte espressi in questi anni, anche come Consigliere della Camera di Commercio” dice Daniel Negri.

“Va detto a chiare lettere che le nostre cooperative associate sono i primi soggetti ad essere danneggiati dalle false cooperative (le cosiddette cooperative spurie) o da soggetti privati “apri e chiudi” che hanno inquinato l’economia con fenomeni distorsivi del mercato, con “dumping contrattuale” ed irregolarità varie. Purtroppo il settore della logistica, o comunque quello degli appalti di servizio è quello che ha registrato in questi anni la maggior perdita di cooperative piacentine, stritolate dalla concorrenze sleale, i danni sono doppi, chiudono cooperative che rispettano le regole e contemporaneamente il nome dell’impresa cooperativa viene mortificato”.

“Ancora una volta però ritengo sia necessario far presente che il focus e l’attenzione debbano sempre riguardare l’intera filiera imprenditoriale e produttiva, troppo spesso le committenze adottano la logica del massimo ribasso a discapito della qualificazione del servizio e dei fornitori stessi”.

“Allo stesso tempo, però, ci sono anche diverse realtà che hanno scelto di investire nella direzione opposta prediligendo fornitori professionali e qualificati”.

 

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