Ogni giovedì la Madonna ha un messaggio per Celeste, proseguono le apparizioni a San Bonico

Non si ferma l’afflusso di fedeli che vogliono assistere alle apparizioni della Madonna della Notte. Ogni giovedì sera centinaia di persone si radunano in preghiera al campo di San Bonico (Piacenza).

Giungono da ogni parte d’Italia e lungo la strada si forma un serpentone di auto parcheggiate; non mancano quelli che arrivano con pullman e sono ben organizzati, con tanto di sedie e sgabelli al seguito.

madonna della notte san bonico

Il primo giovedì di ciascun mese le presenze superano le 400 persone; dalle ore 20 vengono recitate le litanie,  che proseguono sin oltre le 22 in una sorta di estasi collettiva, il cui apice viene raggiunto poco dopo le 21 con l’arrivo di Celeste Orbetelli (medium, sensitivo e veggente) che, puntualmente, dal 15 luglio del 2004, mentre recita il rosario, cade in trance per una manciata di minuti con uno sguardo totalmente assorto. Un lasso di tempo durante il quale bisbiglia il messaggio – che egli riferirà essere – della Beata Vergine Maria, madre di Dio.

Da quella sera di mezza estate di quindici anni fa il signor Celeste ribadisce di riuscire a entrare in contatto con la Madonna, «In un suo messaggio, l’11 settembre 2008, mi ha chiesto venissero chiamati messaggi della Madonna della Notte».

madonna della notte san bonico

Obertelli ha sempre confermato ai credenti e ai cronisti di vedere la Madonna. La descrive vestita in abito bianco, con un velo azzurro che dal capo scende sul suo corpo e le mani giunte; ella sarebbe sospesa a mezz’aria, ma in diverse occasioni avrebbe accarezzato il terreno con i piedi. E i suoi sono messaggi sempre di speranza, di amore e di perdono.

«Il vescovo di Piacenza, monsignor Gianni Ambrosio, si è sempre dimostrato scettico su queste apparizioni – riferiscono alcune persone presenti alla preghiera – eppure in tanti parroci, che giungono a San Bonico da tutt’Italia, indossando talvolta l’abito talare, ci sostengono e recitano con noi altri le preghiere, per poi impartire, sempre, la benedizione finale. In questo luogo siamo in presenza di fatti analoghi a quelli accaduti a Međugorje e prima o poi anche la Chiesa se ne accorgerà. Inoltre è la stessa Vergine Maria, tramite i messaggi che Celeste ci riferisce, che ci chiede di avere fede».

Ogni persona che giunge al campo di San Bonico ha qualche desiderio da esprimere, un miracolo da ricevere, un malato a cui vorrebbe fosse fatta la grazia, e forse anche un peccato da assolvere. «Qui non si lasciano offerte – riferiscono i presenti – non si accettano soldi, non si vende nulla. Vietato. Qualcuno si organizza motu proprio per stampare e regalare qualche immaginetta sacra benedetta da qualche amico parroco, con il retro che riporta uno dei messaggi che la Madonna ha rivelato per intercessione di Celeste.  Chi vuole è lasciato libero di portare un fiore o un cero da offrire alla Vergine Maria».

E proprio un cero, pare, da quanto raccontano i più assidui frequentatori di questo luogo è stato la causa del piccolo rogo che si è sprigionato il pomeriggio di venerdì 4 ottobre e ha incendiato la statua della Madonnina, incastonata in un incavo di un albero. «Non c’è motivo – riferiscono all’unisono le persone presenti – di pensare che qualcuno abbia con intenzione voluto danneggiare questo luogo di preghiera». E tra loro qualcuno bisbiglia: «è stato un miracolo che i vigili del fuoco siano riusciti a domare con tanta tempestività il fuoco, scongiurando così il pericolo che le fiamme potessero propagarsi alle fronde della pianta».

«Sono cose che possono succedere – è il laconico commento dei fedeli – così come che qualche stupido voglia rubare la statua. È accaduto già una decina di volte in questi anni, per questo ci siamo premurati di avere sempre un paio di statute di scorta, pronte per la sostituzione».

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