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Persone al centro e mentalità d’azienda, Asp racconta i suoi primi 10 anni foto

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Persone al centro dei propri servizi e mentalità d’impresa, una dicotomia che si fonde nei primi 10 anni di Asp Città di Piacenza.

Una ricorrenza che l’azienda di servizi alle persone, nata dalla fusione tra Vittorio Emanuele, Ospizi Civili e Pio Ritiro Santa Chiara, ha voluto festeggiare con tutta la città, chiamata a raccolta nello splendido spazio recuperato in Santa Maria della Pace.

Ieri 25 ottobre il prologo, con Alessandro Battistella, docente ed esperto di politiche socio sanitarie, Massimo Cirri  del programma radiofonico “Caterpillar”, Giampaolo Nuvolati sociologo della Università degli Studi Milano – Bicocca, e lo spettacolo “Olimpicamente”, spettacolo di Fonderia Mercury Regia di S. Ferrentino. 

Oggi, 26 ottobre, la parola è passata ai sindaci e agli amministratori che hanno assistito alla nascita e e quelli che tuttora contribuiscono alla crescita di Asp, disposta dalla legge regionale 2 del 2003, con delibera successivamente adottata nel 2009: Patrizia Barbieri, Paolo Dosi, Leonardo Mazzoli, Marco Perini, Roberto Reggi, coordinati da Alessandro Battistella, dopo l’introduzione della direttrice Cristiana Bocchi.

Il progetto di Asp è cambiato più volte nel corso di questi anni, da un’iniziale esternalizzazione delle sue attività affidate a partner privati, si è deciso nel 2015 si ritornare – traghettatore di questa operazione l’allora assessore Stefano Cugini – a una gestione interamente pubblica, con non poche polemiche.

Una decisione che, come hanno dimostrato poi i conti economici progressivamente risanati, si è dimostrata vincente.

Quello che è rimasto invariato, invece, è stata l’attenzione ai propri utenti e la volontà di rispondere alle fragilità del territorio piacentino.

“Il nostro progetto politico e amministrativo metteva al centro la persona – spiega Roberto Reggi, che da sindaco promosse la costituzione di Asp – e quindi avevamo bisogno di uno strumento agile che riuscisse ad intervenire in presenza di bisogni che stavano cambiando rapidamente e non bastava l’azione del Comune, che doveva mantenere comunque un ruolo di regista, ma aveva bisogno di un’azienda svelta in grado di anticipare queste necessità a farvi fronte. Inizialmente pensammo alla creazione di un’azienda speciale, cui trasferire questi capitoli di spesa, ma poi approfittammo della legge che riordinava le Ipab per incardinarci in quel progetto per fare questa operazione, che sta funzionando molto bene”.

Non tutte le asp, però, possono vantare simili risultati. Cosa ha fatto la differenza? “Le persone che ci hanno lavorato e che ci lavorano, perché sia dal punto di vista dei servizi – dice Reggi – siamo riusciti in poco tempo, se non fin da subito, a mantenere e innalzarne la qualità. Dal punto di vista economico – finanziario è stato necessario un po’ di tempo in più, ma come sempre accade a Piacenza quando ti impegni, su questi temi raggiungi i risultati, con concretezza e il sacrificio di tante persone che rappresentano il lavoro quotidiano di Asp”.

Il cui futuro, dice il sindaco Patrizia Barbieri, è già iniziato. “Abbiamo iniziato a lavorare fin da subito a una importante novità, affidando a asp i servizi sociali di base, i casi meno complessi. Poi c’è il progetto del pensionato – albergo, che consentirà di dare risposta a un’esigenza del territorio riguardante gli anziani, così come c’è attenzione per i minori, allontanati da casa insieme alle mamme, in casi di violenza, e poi c’è anche un lavoro importante sulla formazione, dedicato alle persone intenzionate a svolgere il lavoro di badante. Il lavoro che si sta facendo con Asp è tanto, noi abbiamo queste proiezioni future che vanno a consolidare ancora di più il servizio, il tipo di risposte da dare al territorio”.

La differenza, sottolinea Marco Perini, amministratore unico di Asp in scadenza di mandato, lo fa l’approccio seguito nel rilancio di Asp. “E’ un’azienda – dice -, abbiamo portato questa mentalità in un servizio pubblico, cosa che rappresenta un po’ una novità”

La chiusura della giornata è stata affidata a Radio Shock, che ha sottoposto tutti e 5 gli ospiti alle proprie domande spiazzanti, prima di passare al buffet curato dal bistrot sociale Piccoli Mondi, progetto sostenuto da Rotary Piacenza.

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