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Rubavano macchine escavatrici per poi utilizzarle in cantieri pubblici in Albania, 7 arresti

Rubavano macchine escavatrici in Italia, nel milanese e nel parmense, per poi utilizzarle in cantieri pubblici in Albania per la realizzazione di infrastrutture viabilistiche.

A finire in manette, grazie a un’operazione condotta dai carabinieri di Fiorenzuola, 7 persone, di cui 4 albanesi e tre 3 sono italiani, originari del Milanese e di Bologna. Cinque le ordinanze di custodia cautelare in carcere, di cui 4 nei confronti di cittadini albanesi, mentre il quinto, milanese, è stato subito scarcerato e si trova in stato di libertà. Gli altri 2 sono invece ai domiciliari.

Uno degli escavatori recuperati

A far partire l’indagine è stato l’intuito investigativo dei carabinieri di Villanova, come spiegato dal comandante della Compagnia di Fiorenzuola Biagio Bertoldi, e dal comandante del Norm di Fiorenzuola Enrico Savoli. Proprio ai militari di Villanova si è rivolto un cittadino, insospettitosi dopo aver visto un mezzo escavatore al riparo sotto un rustico di sua proprietà, con accanto alcune persone che chiacchieravano. I militari hanno fatto le opportune verifiche, accertando come i documenti identificativi dell’escavatore fossero falsi.

A questo punto l’inchiesta, coordinata dal Pm Matteo Centini, si è estesa, con pedinamenti e intercettazioni telefoniche, portando così alla scoperta di un vero e proprio sodalizio che farebbe capo ai 4 albanesi, un uomo di 47 anni e la sua compagna di 34, insieme ad altri due connazionali di 24 e 50 anni. Il loro compito sarebbe stato quello di individuare i mezzi da rubare (i furti accertati sono 6), del valore stimabile in un milione e 500 mila euro, e da ricollocare in Albania.

Il ruolo svolto dagli italiani sarebbe stato invece quello di falsificare gli atti di compravendita, nel tentativo di legittimarne la provenienza.

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