Sforza Fogliani “Botte alla casa, il Pd è tornato al Governo”

Intervento di Corrado Sforza Fogliani, presidente del Centro Studi Confedilizia

Immaginiamo per un momento di non sapere che il Pd è tornato al Governo. Lo capiremmo dal fatto che con la Finanziaria in gestazione (chiamiamola ancora così), si ritorna a colpire la casa.

Anni fa, Francesco Forte – al Festival per la cultura della libertà che si tiene a Piacenza ogni fine gennaio – ha dimostrato, dati alla mano, che non è un caso che l’immobiliare (e con esso una trentina di settori che trascina con sé, dall’arredamento ad ogni altro aspetto alla casa collegato) sia in crisi. Così ha voluto, infatti, la finanza internazionale (al quale il Pd è politicamente organico) che – con la tassazione Monti, uscita fuori da una forzatura di un documento Banca d’Italia – ha ottenuto che gli italiani perdessero il vizio di investire nel mattone anzicché negli strumenti finanziari (risultato appieno conseguito, con grande gioia di certi enti internazionali che, partecipati dalle banche d’affari americane, non mancano di consigliarci ogni anno di colpire gli immobili).

Che poi – proprio per questo, per una tassazione fuori dal mondo – la crisi persista solo in Italia, lo ha dimostrato la Confedilizia, con un documentato studio pubblicato sul suo notiziario. Persiste solo in Italia, perché solo in Italia persiste questa inqualificabile tassazione espropriativa, erariale e locale (con buona pace degli amministratori locali, ingenuo strumento di un disegno ben più grande di loro).

Oggi, così, siamo esattamente a questo. L’Italia ha bisogno di rinnovarsi, la mobilità sul territorio è un requisito indispensabile dell’innovazione, dello sviluppo tecnologico in particolare. L’affitto è a sua volta lo strumento indispensabile di questa mobilità, gli estoni – tanto per fare un esempio – fanno ormai tutto da casa, nella casa nella quale si trasferiscono ad abitare al di là della propria residenza (tutto fuorché sposarsi, separarsi o divorziare, vendere o comprare immobili).

Ebbene, cosa t’inventa allora in Italia il Pd? Qua da noi, la sola forma d’affitto che funziona, è quella degli affitti cosiddetti agevolati (come dice la legge istitutiva) o concordati (come dice la gente). Sono gli unici, infatti, che – uniti alla cedolare secca – assicurano una modesta redditività al proprietario di casa. Ebbene, il Pd – nella sua prima Finanziaria dopo il ritorno al Governo – ti colpisce proprio questi affitti, alzandone l’aliquota fiscale per la prima volta da che quel tipo di affitto è nato, e rompendo una tregua che durava da anni (così ottenendo anche un altro deleterio effetto, psicologico: che della politica italiana non ci si può mai fidare).

Vengono colpiti gli affitti agevolati facendo insomma un ragionamento (tipico della finanza) come questo: sono affitti che funzionano? Ebbene, colpiamoli allora. A nulla importa che siano affitti a canone più basso di quelli di mercato, che questi canoni siano fissati – pressoché in tutta Italia – dalla Confedilizia insieme ai sindacati inquilini di Cgil, Cisl Uil. Anzi, proprio per questo: osano dunque sfidare i colossi? Vogliono invertire la tendenza di non investire più nel mattone? Colpiamoli! E che m’importa che siano affitti destinati alle classi deboli, quelli che in difetto affittano proprio dei casermoni dei fondi speculativi internazionali. Anzi, ancora una volta, proprio per questo!

È così che, contro la decisione di colpire in Finanziaria la casa e, in particolare, la forma di affitto che funziona, si sono alzati a protestare anche i sindacati inquilini. Protestano? Che facciano pure, comunque. La finanza internazionale, ce lo comanda. Da New York, lo vogliono. E se c’è qualcosa, nel settore, che funziona bisogna farlo fuori. Come in tanti altri casi, la politica – in Italia – è fatta per questo.

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