Stop al badantato “clandestino” in ospedale, ok in Regione alla proposta di Rancan (Lega)

La nota stampa – Altolà al vagabondaggio clandestino in ospedale: l’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, oggi riunita in assise ha dato il via libera alla Risoluzione presentata dal consigliere leghista, Matteo Rancan, che “impegna le aziende sanitarie a valutare specifiche soluzioni informatiche, sul modello del software adottato dall’ospedale di Piacenza, in grado di monitorare le persone che, a diverso titolo, prestano assistenza ai pazienti ricoverati nelle strutture di degenza”.

“Sono evidentemente soddisfatto che le motivazioni che stavano alla base della mia richiesta siano state comprese e condivise dall’aula intera – commenta Rancan -, tant’è che il governo dell’Emilia-Romagna si è impegnata a realizzare una ricognizione su scala regionale relativa alle modalità di gestione dell’Ans (Assistenza non sanitaria ndr) al fine di poter identificare la o le migliori procedure di gestione, di regolamentazione e di controllo”.

“La necessità di servizi di assistenza non sanitaria nelle strutture ospedaliere può infatti portare al proliferare di lavoro irregolare o non monitorato (piaga nota in ambito ospedaliero) con possibili rischi sia per le strutture ospedaliere che per il personale ricoverato, i familiari e l’intero settore sanitario – spiega il consigliere leghista -: si pensi, ad esempio, all’impossibilità di comunicare agli organi competenti e ai soccorritori il numero e l’identità delle persone presenti nella struttura ospedaliera in caso di evacuazione o di emergenza; alla responsabilità civile e penale dell’ospedale in caso di danni arrecati al personale ricoverato; responsabilità civile e penale nei confronti pazienti ricoverati e dei loro familiari in caso di impiego di personale non regolarizzato e/o in caso di danni arrecati a terzi dal personale assunto”.

Venendo al software pilota, quello adottato nell’ospedale di Piacenza, “si tratta di un database che registra le presenze fuori dall’orario di visita e stila quotidianamente una mappatura di chi fa assistenza ai degenti. La regolamentazione, secondo i requisiti della professionalità e trasparenza, dei flussi del personale all’interno dei nosocomi al di fuori degli orari di visita, consente di garantire che i pazienti siano curati da persone competenti e che chi si occupa di assistenza sia adeguatamente pagato per quello che svolge e si veda garantire i diritti di lavoratore senza dover lavorare in nero”.

“Ringrazio tutti componenti dell’Aula che, oltre ad aver compreso le ragioni che sottendevano la mia Risoluzione, hanno partecipato, attraverso la presentazione di emendamenti, a che l’atto che ho presentato venisse approvato e divenga realtà: siamo di fronte a misure che rappresentano un sensibile passo avanti nella sicurezza dei nostri nosocomi” conclude Rancan.

La nota stampa della Regione 

“Impegnare le aziende sanitarie a valutare specifiche soluzioni, anche informatiche (sul modello del software adottato nell’ospedale di Piacenza), in grado di monitorare le persone che, a diverso titolo, prestano assistenza ai pazienti nelle strutture di degenza, oltre a realizzare una ricognizione regionale sulle modalità di gestione dell’assistenza non sanitaria, per poter individuare le migliori procedure di gestione, di regolamentazione e di controllo”. L’Assemblea legislativa approva, con voto unanime, la risoluzione presentata dalla Lega, primo firmatario Matteo Rancan (sottoscritta anche da Gabriele Delmonte, Fabio Rainieri, Daniele Marchetti, Massimiliano Pompignoli, Andrea Liverani, Stefano Bargi e Marco Pettazzoni), e modificata attraverso un emendamento firmato da Paolo Zoffoli, Alessandro Cardinali e Stefano Caliandro del Partito democratico e dallo stesso Rancan.

L’emendamento precisa infatti che “già dal 1994 l’assessorato regionale alle Politiche per la salute chiedeva alle aziende sanitarie di dotarsi di un proprio regolamento che disciplinasse anche l’ambito dell’assistenza non sanitaria”. Nello stesso documento si rileva, inoltre, che “la sperimentazione adottata dall’Ausl di Piacenza, attraverso l’impiego di totem computerizzati, ha permesso di attivare una modalità virtuosa sia in termini di tracciabilità dell’assistenza non sanitaria sia di fruibilità e trasparenza del sistema”.

Rancan, in Aula, ha infatti riportato l’esempio di Piacenza che “dal 2011 ha sperimentato con successo e adottato in tutti i reparti un regolamento convertito poi in software informatico che registra le presenze, stilando quotidianamente una mappatura di chi fa assistenza notturna ai degenti”. L’obiettivo, ha spiegano il consigliere, “è tutelare i lavoratori regolari e garantire i pazienti”.

Anche in molti altri territori della regione, ha poi riportato Zoffoli, “i controlli sono stati attivati e in numerosi ospedali sono stati adottati regolamenti interni sul tema”.

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