Vigor, Bini e quel gol provvidenziale dedicato alla piccola Clara

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Chi l’ha detto che i gol pesanti siano quelli dei bomber di razza? Chiedere a Francesco Bini, difensore centrale della Vigor Carpaneto 1922 che domenica scorsa ha siglato al 94’ il gol del provvidenziale 1-1 contro i bolognesi del Progresso, che già magari stavano pregustando la vittoria dopo il vantaggio messo a segno nel finale di primo tempo salvo poi non correre particolari rischi.

Per l’ex Piacenza e Pro Piacenza, una zampata decisiva in una concitata mischia quando mancavano solo venti secondi al termine della sfida. Per lui, gol numero uno con la maglia della Vigor e non solo, come si evince dalla spiegazione dell’esultanza. “Era dedicata – afferma Bini, classe 1989 e reduce da un lungo stop per infortunio, ormai messo alle spalle – a mia figlia Clara, che ha un anno e due mesi. E’ il primo gol che segno da quando è nata e volevo dedicarlo a lei. Ho il suo nome tatuato sul braccio che ho baciato dopo la rete prima di fare il segno della C”.

Una rete pesantissima in chiave-risultato finale, mai così provvidenziale. “Sarebbe stato brutto perdere domenica. Dopo la buona prova a domicilio della Correggese contro la terza in classifica ci si aspettava un passettino in avanti, non lo abbiamo fatto nel risultato e nel gioco. In questi momenti è fondamentali rimanere sullo stesso livello almeno sotto il piano del risultato: il pareggio aiuta l’autostima in attesa di risultati migliori. Contro il Progresso abbiamo dimostrato di avere carattere: nella ripresa siamo stati stabilmente in avanti, pur essendo poco incisivi”.

Con l’avvento-ritorno in panchina di mister Rossini, la Vigor ha dato piccoli segnali di risveglio dalla crisi, non solo per i due pareggi consecutivi dopo 4 ko a fila. “Siamo migliorati un po’ – prosegue Bini – sotto l’aspetto mentale: nelle ultime due partite siamo andati in svantaggio e abbiamo recuperato e anche domenica scorsa sentivo si potesse rimontare con un po’ di cattiveria in più. Non fai gol per caso al 94’. A livello di gioco è cambiato qualcosina e all’inizio ci sta un po’ di confusione, perché servono un po’ di allenamenti per affinare gli automatismi”.

Il Carpaneto sta giocando con la difesa a 3, orchestrata dallo stesso giocatore toscano, al centro del terzetto. “Mi trovo bene – spiega – l’avevo già provata in carriera, mi piace, son nel vivo del gioco, tocco tanti palloni e giocando in mezzo sei nel cuore della difesa”. Domenica trasferta romagnola a domicilio dell’Alfonsine. “Sarà dura – conclude – come domenica scorsa, forse ancora di più. Loro vorranno far bene, potranno anche non perdere e tenerci a distanza, mentre per noi è un crocevia: dovremo badare più al sodo. A questa squadra manca solo la vittoria, perché abbiamo molta qualità e tanta voglia”.

Foto di Francesco Bonetti

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