Spandimenti, Confagricoltura chiede la proroga a dicembre e gennaio

È particolarmente importante per gli agricoltori piacentini l’iniziativa intrapresa da Confagricoltura che nei giorni scorsi ha inviato, a firma del direttore generale Francesco Postorino, esplicita richiesta al Ministero dell’Ambiente e al Ministero della Salute affinché rivedano in modo più razionale la normativa riguardante tempi e permessi di spandimento dei reflui zootecnici sui terreni.

“Nessuno meglio di chi è in campo sa rilevare se ci sono o meno le condizioni per spandere”, è la chiara posizione di Filippo Gasparini, presidente di Confagricoltura Piacenza, che più volte è intervenuto sul tema sottolineando come sia impossibile stabilire per decreto e a priori ampie finestre in cui non si può fertilizzare con reflui e digestato, ipotizzando che a dicembre e gennaio i terreni siano ghiacciati.

Per come si sta presentando l’attuale stagione autunnale si sta determinando una situazione critica – evidenzia Confagricoltura – queste prime settimane di novembre sono state caratterizzate da precipitazioni continue causate da una serie di perturbazioni atlantiche che si spostano verso il Mediterraneo, determinando severe fasi di maltempo. Secondo gli ultimi aggiornamenti delle previsioni meteorologiche, almeno fino all’ultima settimana di novembre, il quadro complessivo non si modificherà a causa dell’arrivo di nuove perturbazioni e precipitazioni.

“Le abbondanti piogge stanno creando enormi disagi agli allevamenti – sottolinea Elena Ferrari, presidente della sezione di prodotto Lattiero Casearia di Confagricoltura Piacenza – in reazione all’impossibilità di effettuare l’utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici e del digestato”. Attualmente le Regioni, in base a quanto previsto dall’art. 40 del D.M. 25 febbraio 2016, possono permettere la distribuzione dei reflui pubblicando specifici bollettini in funzione dell’andamento meteorologico, nei soli mesi di novembre e febbraio; mentre dal 1 dicembre al 31 gennaio vige il divieto assoluto di spandimento.

“In pratica – sottolinea Ferrari – nella situazione attuale, in assenza di finestre per l’utilizzazione agronomica, si rischia di avere un periodo di sospensione degli spandimenti da metà ottobre, inizio delle perturbazioni, fino a fine gennaio con la conseguenza, tra le altre, di non avere sufficiente capienza per lo stoccaggio degli effluenti zootecnici e del digestato, oltre all’impossibilità di concimare in presemina, nei terreni che, a causa del mal tempo, non sono ancora stati seminati”. “Il maltempo ci ha bloccati nella preziosa seconda metà di ottobre quando avevamo scorta adeguata di reflui per un’utilizzazione ottimale: pronti per fertilizzare i prati, nei quali andavano ancora effettuati gli ultimi sfalci e pronti da interrare nei campi dove era stato raccolto il mais. Per tale motivo – spiega Gasparini – come Confagricoltura chiediamo un intervento urgente volto a permettere l’utilizzazione agronomica anche nei mesi di dicembre e gennaio, prevedendo specifici periodi in relazione all’andamento climatico”.

A livello più generale, sottolinea l’associazione degli imprenditori agricoli, occorre precisare che il mese di novembre da anni risulta essere tra i più piovosi dell’intero anno, su buona parte del territorio nazionale, e al contempo sempre più frequentemente sono state registrate temperature relativamente miti a dicembre e gennaio. Il periodo di divieto continuativo, di almeno 60 giorni (dal 1° dicembre al 31 gennaio) si sta dunque rilevando non sempre congeniale al quadro climatico ed alle diverse esigenze agronomiche. “Per un’efficace azione positiva sui terreni – commenta Gasparini – sarebbe opportuno che la gestione degli effluenti zootecnici e del digestato fosse il più possibile flessibile, responsabilizzando in questo soprattutto gli agricoltori ai quali è di fatto affidata la cura e la tutela dei terreni medesimi”.

Oltre a intervenire come già evidenziato sulle problematiche riscontrate quest’anno, Confagricoltura ha dunque chiesto ai Ministeri competenti di attivare le opportune azioni affinché in via più generale le Regioni e le province autonome possano permettere l’utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici e del digestato, attraverso una definizione di “finestre utili” più ampia da determinare sempre sulla base di appositi bollettini agrometeorologici completi di informative sui possibili periodi di spandimento. (nota stampa)

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