A Cadeo si parla di giustizia e legalità con l’ex magistrato Gherardo Colombo

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“Utopia” porta a Roveleto Gherardo Colombo, ex magistrato noto per aver condotto le celebri inchieste di Mani Pulite, della Loggia P2 e del delitto Ambrosoli.

Colombo salirà sul palco del teatro del Centro Parrocchiale giovedì 21 novembre alle ore 21″, con “Non solo le mani. Giustizia e Legalità”, una serata aperta al pubblico, facente parte della rassegna culturale “Utopia”, realizzata dalla Parrocchia di Roveleto in collaborazione con il Comune di Cadeo, che ha concesso il patrocinio all’iniziativa.

“Avremo l’onore di avere tra noi un altro ospite di grande pregio – spiega Marco Bricconi, primo cittadino di Cadeo -. Grazie a Gherardo Colombo ci attende una bella lezione sulla legalità e sulla cosiddetta giustizia riparativa. Una giustizia che non si ferma al pagare il male commesso ma punta a rieducare e a non creare recidive”.

Un ricco curriculum quello di Colombo, prima consulente per la Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia, e poi per la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia (1993); dal 1989 fino al 2007 è stato Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Milano dove ha guidato l’inchiesta di “tangentopoli” che ha fatto emergere l’immensa corruzione che ha legato mondo politico e imprenditoria, e che ha portato ad indagare oltre 4.500 persone nel solo filone milanese di “Mani pulite”.

Date le dimissioni dalla magistratura nel 2007, da 12 anni Colombo lavora sempre per la “giustizia” non nei tribunali ma nelle scuole, facendo lezione di legalità e democrazia agli studenti. Dal 2010 è infatti attivo con la sua associazione “Sulleregole”, che crea occasioni di riflessione pubblica su giustizia ed educazione, alla presenza di oltre 250mila studenti all’anno. Grande anche il suo impegno nel dire no al “carcere e basta”, convinto sostenitore che il carcere da solo non serva a nulla: “Occorre un sistema complessivo che deve puntare al recupero, fondato sull’educazione e sulla prevenzione: è meglio che i reati non siano commessi piuttosto che punire la loro commissione”, ha dichiarato l’ex magistrato.

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