Bagno di folla per Salvini “Mancano 87 giorni alla libertà. Unico nemico la rassegnazione” fotogallery

“Mancano 87 giorni alla festa della libertà della Regione Emilia Romagna, ma il nostro vero nemico non è Bonaccini ma l’indifferenza. Occorre andare a votare”.

Matteo Salvini lancia così anche a Ziano (Piacenza), in occasione della tradizionale festa della Zucca promossa dalla Lega, la campagna elettorale delle Regionali 2020. Ad accogliere il segretario del Carroccio è un vero e proprio bagno di folla: centinaia di persone che vengono contenute a fatica nel locale scelto per ospitare la serata, il Ginger Dance, tanto è vero che circa 300 saranno trattenute all’esterno dal servizio d’ordine. Un’accoglienza calorosa che fa il paio a quella tributata a Salvini in occasione delle amministrative della scorsa primavera a pochi chilometri di distanza, a Castelsangiovanni. Tra il pubblico anche amministratori locali, come l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Piacenza Marco Tassi.

Tutti vogliono un selfie con il Capitano, un sorriso, una pacca sulla spalla, con un fervore che quasi trascende l’aspetto politico del suo messaggio. Salvini si concede, anche se dallo staff viene chiesto di contenere tanta affettuosa esuberanza per lasciargli consumare in pace la cena, salumi tipici piacentini, un piatto di tortelli ovviamente di zucca, e generoso vino piacentino, prima di salire sul palco per il comizio, introdotto dal padrone di casa Manuel Ghilardelli, sindaco di Ziano.

Accanto a lui lo stato maggiore della Lega di Piacenza, dal coordinatore Corrado Pozzi, ai parlamentari Pietro Pisani e Elena Murelli, il consigliere regionale Matteo Rancan, i big nazionali Gianluca Vinci, Armando Siri, Toni Iwobi. A prendere la parola, per prima, è Lucia Borgonzoni, candidata alla presidenza della Regione.

Ora gli emiliani di centrodestra non devono più nascondere la propria fede politica, dice Borgonzoni. “Prima la gente aveva quasi paura ad esporsi, c’era il timore di essere schedati – racconta -. Oggi invece provo una grande emozione, abbiamo molta voglia di libertà, di liberarci di un Pd che non fa volare la nostra Regione come dovrebbe. Noi abbiamo grandi aziende che vogliamo poter valorizzare e non premiare solo chi ha la tessera della Cgil o del Pd”.

La parola passa poi a lui, a Salvini, e tutta la sala si illumina di centinaia di cellulari pronti a catturarne l’immagine e le parole, un talismano digitale della serata. “Mancano 87 giorni al 26 gennaio. Sembra lontano, in realtà è domani mattina. Noi abbiamo bisogno che viviate questi 87 giorni come se fossero i più importanti della vostra vita, perché il 26 gennaio 2020, se va come va, rimarrà sui libri di storia e verrà studiata tra 50 anni come la festa della libertà degli emiliani e dei romagnoli. Non sarà una domenica elettorale, sarà una domenica di festa, di lacrime, di gioia”.

“Io l’ho visto in Umbria, dove ho incontrato persone di 90 anni che mi hanno ringraziato perché non si aspettavano di poter cambiare. Sarà lo stesso in Emilia, ma dipende da voi. Si parte dalle ultime elezioni regionali, che ha visto votare il 37% degli elettori. Cinque anni fa 2 piacentini su 3 sono rimasti a casa. Io ho bisogno che nei prossimi 87 giorni voi entriate in quelle case, in quelle teste e in quei cuori. Perché il nostro avversario non è Bonaccini, poveretto…basta guardarlo. E’ la rassegnazione, il pensiero che votare o non votare sia la stessa cosa. No! E’ un peccato mortale. Il 26 gennaio 2020 chi vota, scrive la storia. Chi non vota è complice dei vecchi e non parla per i prossimi 50 anni”.

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