“Cari studenti, renderò la vostra vita un inferno” Dopo le minacce il prof si scusa

“Buonasera, sono il docente che ha pubblicato su facebook, le esternazioni, attualmente circolanti in rete. Ne approfitto per scusarmi pubblicamente con tutti gli studenti, genitori, colleghi e dirigenti che non era certo nelle mie intenzioni mettere in difficoltà attraverso il mio scritto. Chi ha mi conosciuto sa che non sarei mai e poi mai in grado di compiere azioni del genere”.

Dopo le minacce agli studenti, le scuse. Quello sopra è il testo della mail inviata alle redazioni dal docente di italiano e latino di Fiorenzuola intervenuto con un post su Facebook contro i giovani manifestanti del movimento delle sardine. “Io sarò presente. Cari studenti, se becco qualcuno di voi renderò la vostra vita un inferno e passerete la prossima estate sui libri”. E’ quello che aveva scritto sul proprio profilo (poi chiuso) Facebook. Una presa di posizione diretta a quegli studenti che sono intenzionati a partecipare domenica alla manifestazione delle “sardine”, attesa nel comune della Val d’Arda in concomitanza con l’arrivo di Matteo Salvini.

Il professore ha affidato al social network diversi messaggi – il suo profilo non è più raggiungibile ma gli screen continuano a circolare – diretti ai suoi studenti. “Da martedì cambiate aria – si legge ancora in un post -, nelle mie materie renderò la vostra vita un inferno, vedrete il 6 col binocolo. Di idioti in classe non ne voglio. Sardina avvisata…”. O ancora, in un altro “Non temo di metterci la faccia… Ho due motoseghe, tre marazzi, un cane, una falce, due accette: credo bastino per darvele sulle vostre teste vuote”.

Sulla vicenda sono intervenuti diversi personaggi politici ed istituzioni. Il viceministro dell’Istruzione Anna Ascani ha detto: “Un insegnante che offende e promette di penalizzare gli studenti solo perché vorrebbero partecipare alle manifestazioni delle sardine, usando turpiloquio e minacce non troppo velate. Non è un comportamento tollerabile. Mi attiverò affinché si prendano provvedimenti. Nessuno può essere discriminato per le proprie idee, tantomeno nella scuola”.

Anche il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, la piacentina Paola de Micheli ha condannato le parole del professore, intervenendo con un post sul suo profilo twitter: “Una presa di posizione inaccettabile da parte di chi dovrebbe educare i giovani alla libertà per la quale i nostri padri e nonni sono morti.- si legge nel post -. Il ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti mi ha assicurato che interverrà con la massima fermezza”.

Il sindaco di Fiorenzuola, Romeo Gandolfi, ha scritto su facebook: “Sconvolge apprendere che un docente presso il liceo della nostra Città minacci di formulare i voti agli studenti in base alla presenza o meno ad una libera manifestazione. È bene ricordare alcuni pezzi di articoli della Costituzione Italiana, questa sconosciuta, quali ad esempio l’Art. 17 – I Cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. – e l’Art. 21 – Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. L’Amministrazione Comunale e la Città che rappresento prendono le distanze e condannano questo tipo di atteggiamento.

Il movimento delle Sardine approderà domani, domenica 24 novembre, a Fiorenzuola in occasione della visita del leader della Lega, Matteo Salvini. Una mobilitazione che non è andata giù a un docente del polo Mattei che ha “minacciato” di far “vedere il 6 con il binocolo” agli studenti che vi parteciperanno.

Immediata la presa di posizione unitaria della “strana coppia” sindacati confederali e onorevole Tommaso Foti (FdI) nel condannare l’uscita del prof. “Chi come me viene da una storia politica di destra – scrive il parlamentare piacentino in una nota – non può che censurare il fatto che un insegnante intimi agli studenti di manifestare le proprie opinioni”. “Voglio sperare che le espressioni utilizzate siano solo un brutto ricordo di periodi che mi auguravo – e auguro – definitivamente chiusi. Auspico quindi che si tratti di un pensiero dal sen fuggito e che chi se ne è reso protagonista si scusi con la comunità scolastica”.

“Sono parole che descrivono un clima inaccettabile, concetti che rasentano l’intimidazione e contrari al compito costituzionale previsto per la scuola italiana, che è prioritariamente educare alla partecipazione e al pensiero critico. La valutazione non può essere utilizzata come strumento di intimidazione e di minaccia. Gli studenti non devono rinunciare al loro diritto di esprimere liberamente la loro opinione, così come il docente, nel suo ruolo di educatore, non deve mai prescindere dai suoi obblighi deontologici£. Così, in una nota, i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil di Piacenza insieme ai referenti dei rispettivi sindacati scuola intervengono dopo il “putiferio” scatenato dalle esternazioni del professore del liceo Mattei di Fiorenzuola.

“Io sarò presente – ha scritto il “prof” condividendo su Facebook, l’evento delle sardine -. Cari studenti, se becco qualcuno di voi, da martedì cambiate aria: nelle mie materie vi renderò la vita un inferno. Vedrete il 6 col binocolo e passerete la prossima estate sui libri. Di idioti in classe non ne voglio. Sardina avvisata…».

““Il problema di fondo – aggiungono le parti sociali – è che parte politica disegna le elezioni del 26 gennaio come un’ultima “battaglia”, una “guerra finale” con un gergo guerrafondaio condito da un linguaggio d’odio. Evitiamo massimalismi, concentriamoci sui problemi che, nel mondo della scuola, non sono pochi e non dipendono certo dalla partecipazione o meno degli studenti a una manifestazione di un movimento pacifico e non violento. Siamo di fronte ad un gesto che il sindacato condanna duramente, e siamo convinti che la scuola e l’amministrazione stiano procedendo secondo quello che è di loro competenza per applicare gli opportuni provvedimenti”.

“L’autore di tali parole dovrà rispondere – a nostro avviso – in tutte le sedi di quello che ha scritto”.

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