“Divieto assoluto elevato a monumento”, Ezio Mauro racconta la caduta del Muro

L’occidente non capì, il 13 agosto del 1961, cosa implicasse la costruzione del muro di Berlino, che sanciva la separazione portata avanti dal dopoguerra.

E proprio allo scoppiare di una nuova guerra era una preferibile “un maledetto muro”, come disse in un primo momento lo stesso John Fitzgerald Kennedy quando fu avvisato dell’accaduto. Ma presto si capì cosa significavano quei 156 chilometri di cemento armato e filo spinato: il muro era “il divieto assoluto elevato a monumento”.

Ezio Mauro ne ripercorre la storia, dando voce ai protagonisti dell’epoca, in “Berlino – Cronache dal Muro”, spettacolo nato dai reportage scritti per Repubblica, quotidiano di cui è stato direttore. Mauro ricostruisce gli ultimi mesi di quell’incredibile 1989 che portarono, dopo 28 anni, all’abbattimento del muro e al dissolvimento dell’Urss, con il popolo tedesco che, il 7 ottobre 1989, quando mancava poco più di un mese dallo storico 9 novembre che vedrà la riunificazione di Berlino, inneggiava a Michail Gorbaciov.

L’evento, tenutosi nella serata del 4 novembre ai Filodrammatici, rientra nel nuovo ciclo di incontri promosso dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, “L’età dei muri”. Si proseguirà poi il 9 novembre, questa volta in Fondazione, con un incontro con il giornalista Antonio Polito dal titolo “Il muro che cadde due volte” (ore 18), accompagnato dall’inaugurazione della mostra fotografica di Carlo Orsi  “Exstasi” presso lo Spazio Mostre di Palazzo Rota Pisaroni (visitabile fino all’8 dicembre).

Penultimo appuntamento all’Auditorium della Fondazione il 26 novembre, ore 18, con il filosofo e germanista Angelo Bolaffi, con l’incontro “Germania e Europa trent’anni dopo”; si chiude con lo storico e scrittore Carlo Greppi: il 4 dicembre, ore 18, parlerà all’Auditorium della Fondazione in un convegno dal titolo “L’età dei muri”.

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