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La parola ai manager: l’Innovation Manager

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Da alcuni giorni è stato pubblicato l’elenco dei consulenti dell’Albo del Mise per gli “Innovation Manager”.

Il voucher consiste in un contributo a fondo perduto, nella misura massima del 50%, a fronte di spese di prestazioni di consulenza specialistica rese da un manager dell’innovazione qualificato, iscritto nell’apposito Albo del Mise. Per comprendere meglio tale opportunità e in che cosa consiste la figura dell’Innovation Manager, ne parliamo con Andrea Lodi: consulente, nostro collaboratore e Innovation Manager del Ministero dello Sviluppo Economico.

Andrea, qual è l’obiettivo del voucher?

L’obiettivo del voucher, come è ben descritto sul portale del Mise, è di sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle PMI di tutto il territorio nazionale attraverso l’introduzione in azienda di figure manageriali in grado di implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, nonché di ammodernare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Ma cos’è di preciso l’Innovation Manager, e perché c’è bisogno di una figura di questo tipo in azienda?

In effetti in questi ultimi mesi sono state sollevate diverse polemiche in merito a questa figura professionale. Credo però che occorra procedere per semplificazione.

Cosa intendi dire?

Intendo dire che non bisogna pensare a chissà quale figura di scienziato in grado di apportare in azienda chissà quali particolari competenze. Il manager dell’innovazione non è altro che un professionista esperto, con competenze che possono spaziare da quelle tecnologiche, di prodotto, di mercato, organizzative e addirittura finanziarie, in grado di accompagnare l’impresa in un percorso di cambiamento e quindi di crescita.

Ci puoi fare qualche esempio?

Il mio amico Alberto Trentadue, ad esempio, ingegnere e presente nell’Albo del Mise, è un professionista esperto in informatica che con il programma “Agilioty” può dare un buon contributo alle imprese che necessitano di un miglioramento del proprio livello di informatizzazione e gestione dei dati.

Ci stai dicendo che Alberto, informatico, interviene sulle tecnologie abilitanti.

Sì. Esatto. E non solo.

Questo è chiaro. Ma tu invece cosa c’entri con i Manager dell’Innovazione?

C’entro eccome. E’ proprio questo il punto. In qualità di consulente esperto in Pianificazione Strategica, il mio apporto, così come quello dei miei colleghi, è quello di introdurre nelle aziende metodologie in ambito strategico, supportate da appositi strumenti, in grado di aiutare le imprese ad intraprendere quel lungo e importante percorso verso l’innovazione.

Ma le imprese non innovano autonomamente? Hanno bisogno di un manager per farlo?

Le nostre imprese sono molto innovative. Ma innovare non significa soltanto implementare una nuova tecnologia o apportare cambiamenti ad un prodotto. Innovare, oggi, significa anche adottare nuovi modelli organizzativi, nuove modalità di approccio al mercato finanziario. Se vogliamo essere impertinenti, l’innovazione passa attraverso un lento e graduale processo di cambiamento della cultura d’impresa.

Ovvero?

Un diverso modo di utilizzare le risorse aziendali. Cercando di puntare al miglioramento delle prassi e quindi delle performance aziendali. Occorre puntare a migliorare il proprio posizionamento competitivo.

Ma perché impertinenti?

Perché il tema della cultura d’impresa è sempre stato considerato intoccabile. Ci sono ambiti della gestione d’impresa che sono tabù, che non si possono nemmeno pronunciare, altrimenti si rischia di toccare la sensibilità dei nostri imprenditori.

Il tema mi rendo conto che è molto più complesso di come lo si possa immaginare.

Non è esattamente così. Le aziende sono interessate da meccanismi in realtà molto semplici. Siamo noi che tendiamo a complicarli. Ecco perché parlo di semplificazione. Quindi se il voucher per il manager dell’innovazione può dare un contributo a semplificare il processo del cambiamento, ben venga.

Tornando per l’appunto al voucher, come funziona?

Una volta scelto il manager con cui definire l’accordo di collaborazione, le PMI operanti sul territorio nazionale, possono inoltrare domanda di contributo al Mise, sullo specifica pagina predisposta da Invitalia.

Entro quando occorre inoltrare la domanda al Mise?

L’iter di presentazione delle domande di agevolazione è articolato in tre fasi: dal 31 ottobre si può procedere con la verifica preliminare del possesso dei requisiti di accesso alla procedura informatica, dal 7 al 26 novembre si può procedere con la compilazione della domanda di accesso alle agevolazioni ed infine dal 3 dicembre si può inviare la domanda.

Si rimandano maggiori informazioni al portale del Mise.

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