Le comunità terapeutiche si raccontano, porte aperte alla Pellegrina e a Justiano

“Apriamo le porte per raccontare noi stessi, il lavoro che facciamo, le storie di chi anima le nostre strutture e i nostri progetti. Venite a conoscerci: sarete contagiati da segni concreti di speranza”.

L’invito arriva da ospiti, volontari e operatori delle comunità “Emmaus” e “La Vela” dell’associazione “La Ricerca” che hanno organizzato laboratori artistici e momenti di confronto e testimonianze in occasione degli Open Day delle comunità di accoglienza e di recupero, centri di ascolto e spazi educativi: due giornate “aperte alla gente” volute per il secondo anno consecutivo su tutto il territorio nazionale e in alcune località estere dalla Caritas italiana in collaborazione con le organizzazioni che aderiscono al Tavolo ecclesiale delle dipendenze, fra cui la Fict, Federazione italiana comunità terapeutiche, di cui fa parte la onlus piacentina.

Dietro l’invito a partecipare c’è l’intento di sollecitare il mondo della politica, la società civile e le comunità ecclesiali a “uscire da una certa inerzia, e quasi rassegnazione, di fronte al disorientamento di tanti giovani e al loro crescente ricorso all’uso, e poi all’abuso, di sostanze stupefacenti, alcol, psicofarmaci”.

“Da anni – specificano gli organizzatori – incontriamo persone in difficoltà e storie di grande fatica, di disagio e di dipendenza, in quelle periferie del mondo e della vita che spesso sono più vicine a noi di quanto immaginiamo. Respiriamo tanta disperazione, tanta solitudine. La nostra esperienza quotidiana è nelle comunità terapeutiche, nelle scuole, nelle strade delle nostre città, con i giovani, con tante persone fragili e schiacciate dalla vita, che, pur vivendo una qualche difficoltà, a volte anche grave, non hanno rinunciato a immaginare il futuro. Noi siamo al loro fianco per aiutarle a ricostruire la propria esistenza. Una cura della vita che è una risorsa per la comunità locale, un valore per quella ecclesiale”.

Lo slogan e filo conduttore degli Open Day esprime appieno l’esperienza del recupero e della riabilitazione che a Piacenza avviene nei percorsi terapeutici praticati dall’associazione fondata da don Giorgio Bosini:“Vivere la relazione per motivare la speranza”. Le relazioni buone, di crescita (per chi ha bisogno di aiuto e per chi aiuta) saranno dunque al centro delle testimonianze che alla “Emmaus” – alla Pellegrina, Strada Agazzana 68, domenica 10 novembre, dalle 16 alle 19 – saranno raccontate attraverso il linguaggio dell’arte con un’esposizione di lavori che gli ospiti della struttura (che accoglie persone che soffrono di disturbi mentali legati all’abuso di sostanze) hanno realizzato nel corso di laboratori di arte e teatro condotti da Alice Basso e dai Manicomics: tema ispiratore sarà “il luogo sicuro”, quello che metaforicamente parlando dobbiamo cercare dentro di noi e letteralmente il rifugio che è possibile trovare anche in una comunità che di noi si prende cura.

L’Open Day dell’altra comunità terapeutica, la storica “Vela” di Justiano di Vigolzone, si terrà invece nella mattinata di sabato 16 novembre (dalle 10,30 a mezzogiorno) e offrirà la possibilità di confronti di gruppo con quanti – ospiti, operatori, volontari – vivono l’esperienza della condivisione, del camminare insieme in un percorso di aiuto che porta alla liberazione dalla schiavitù della dipendenza da sostanze.

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