Prosegue il maltempo, nuova allerta arancione. Attivato il centro comunale di Protezione Civile

Maltempo, diramata una nuova allerta, di colore arancione, da parte dellla Protezione Civile della Regione Emilia Romagna per quanto riguarda la Provincia di Piacenza. L’avviso ha durata di 24 ore, dalla mezzanotte di martedì 19 novembre.

Le piogge, che dovrebbero tornare copiose già nel pomeriggio di oggi 18 novembre sul nostro territorio, non daranno tregua e per domani, 19 novembre, è stata appunto diffusa una allerta arancione sia per quanto riguarda il rischio idraulico – ossia innalzamento dei fiumi e torrenti – che quello idrogeologico – ossia frane sui rilievi. “Si invita pertanto la popolazione a prestare attenzione – evitando di sostare nei pressi di corsi d’acqua – e segnalare eventuali criticità”.

ATTIVATO IN FORMA RIDOTTA IL CENTRO OPERATIVO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE – In seguito all’allerta è stato attivato in forma ridotta il Centro operativo comunale presso l’Ufficio di Protezione Civile in largo Anguissola 1. “Questo – spiega il Comune – per garantire, nell’ambito territoriale di Piacenza, la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza ai cittadini, qualora si rendessero necessari interventi a seguito dell’allerta meteo odierna”.

Tutte le informazioni relative alle misure da adottare in caso di rischi ed emergenze sono indicate anche sul sito web comunale, con evidenza in home page e nella sezione dedicata alla Protezione Civile.

LA SITUAZIONE IN EMILIA ROMAGNA – 
L’intero sistema di protezione civile – fa sapere la Regione – è all’opera per affrontare le conseguenze degli eventi meteo. Si sta lavorando per riparare l’argine dell’Idice che si è rotto ieri in prossimità di Budrio, nel bolognese. Altro fronte è il torrente Quaderna dove è in corso un intervento su una seconda falla.

“Siamo costantemente in contatto – ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini -,con i tecnici che stanno lavorando ininterrottamente da ieri per ripristinare i danni. Ho sentito al telefono anche i sindaci di Budrio, Finale Emilia e Medicina, per valutare insieme come far fronte alle necessità più urgenti. Come ho già detto ieri, chiederemo il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale. E chiederemo i rimborsi per i danni che hanno ricevuto i privati e tutte le aziende, comprese quelle agricole, zootecniche e quelle del comparto balneare, colpite già nei giorni scorsi”.

“L’attenzione resta elevata – spiega Paola Gazzolo, assessore regionale alla protezione civile, che stamattina ha partecipato al briefing durante il quale è stato fatto il punto della situazione- perché siamo di fronte a piene storiche e l’impegno massimo è rivolto sia al costante monitoraggio della situazione e allo svolgimento degli interventi urgenti necessari, sia alla doverosa assistenza alla popolazione sfollata”. Per quanto riguarda i distacchi dalla rete elettrica, Enel ha ormai ultimato le attività per restituire l’energia. Restano ancora in tutto il territorio regionale 3.300 utenze disalimentate in carico a InRete e Indistribuzione.

“Sul bacino del Reno – aggiunge l’assessore -, dove negli ultimi 15 giorni è sceso un terzo della pioggia che in media si registra nel corso di un anno, un ruolo fondamentale per gestire e contenere la piena è stato svolto dall’ottimo funzionamento della Cassa di espansione di Boschetto, dalle manovre idrauliche che hanno permesso di scolmare l’acqua del fiume verso il Po con l’impiego del Cavo Napoleonico e dall’invaso trattenuto dal Lago di Suviana, nella parte a monte”. “A fronte della situazione eccezionale che sta interessando il territorio regionale – conclude Gazzolo – è già partita la conta dei danni dalla pianura alla montagna, alla costa messa duramente alla prova dalle mareggiate: ho già sentito telefonicamente Angelo Borrelli, capo del Dipartimento nazionale di Protezione civile, per informarlo, come ha già dichiarato il presidente Bonaccini, che la Regione chiederà al Governo di dichiarare lo stato di emergenza nazionale per disporre delle risorse necessarie a intervenire e per garantire il rimborso dei danni a cittadini e imprese”.

Le previsioni meteo – Nuove piogge in arrivo, martedì 19 novembre, sui rilievi appenninici centro occidentali della regione. Saranno più intense e persistenti di quelle dei giorni scorsi: dal pomeriggio di oggi, continueranno fino alle 15 di domani. Sui rilievi del piacentino e del parmense cadranno in media fino a 50-60 millimetri di acqua, tra i 20 ed i 35 mm nelle aree montane più centrali. I picchi puntuali nelle 24 ore potrebbero essere molto significativi sul crinale. Questo quadro meteo impatta su una situazione idraulica e idrogeologica già difficile, con terreni saturi di acqua e arginature molto provate.

Il punto della situazione – È chiusa per allagamenti dal pomeriggio di ieri la linea ferroviaria Bologna Portomaggiore, in un tratto di circa 4 chilometri tra Mezzolara e Budrio. Squadre di tecnici Fer sono al lavoro da ieri per verificare l’entità dei danni che si preannunciano già ingenti (in alcuni tratti è stata strappata la massicciata dove alloggiano le rotaie). Impossibile al momento una stima di riapertura perché alcuni tratti, ancora sott’acqua, impediscono ai tecnici un’analisi accurata della situazione. Sul fronte dell’assistenza alla popolazione, il palazzetto dello sport di Budrio ha dato ricovero questa notte a 25 persone. Nel territorio budriese sono state attivate 10 squadre per un totale di 50 volontari per la giornata di oggi a supporto dello sgombero dall’acqua di cantine, strade e abitazioni. 
Nel frattempo è stata risolta la criticità sulle arginature del Savena Abbandonato.

Osservato speciale nel bolognese è anche il fiume Reno – con oltre 600 km di arginature da sorvegliare, non tutte facilmente raggiungibili – per il quale si sta attivando un rafforzamento del presidio idraulico, in coordinamento con le Prefetture. Si sta organizzando anche una sorveglianza attenta sui tratti arginali nella zona tra Baricella e Molinella, aree attraversate da Idice e Quaderna. Tutto il sistema delle reti consortili è sottoposto a forti pressioni.

In provincia di Modena desta preoccupazione la situazione che si è venuta a creare con l’apertura di una breccia nell’argine del Canale Consortile Burana, a Finale Emilia, in una zona di campagna dove insistono insediamenti agricoli: è in corso un intervento di ripristino del tratto di argine interessato. A Modena città è monitorata costantemente da parte della Sala operativa unificata di Marzaglia la situazione del Canale Naviglio che, riempitosi per le abbondanti piogge, confluisce nel Panaro. La Protezione civile sta cercando di contenere la situazione con allagamenti controllati che interessano l’area dei Prati di San Clemente. Sul fronte delle utenze disalimentate, le aziende di servizi stanno intervenendo per risolvere nelle prossime ore le criticità ancora aperte, soprattutto sull’Appennino modenese.

Dai dati disponibili in Romagna i corsi d’acqua (Sillaro, Santerno, Ronco, Montone) sono rientrati sotto il livello di moderata criticità. Ai cittadini delle aree interessate dall’allerta si raccomanda di non avvicinarsi a tutti i corsi d’acqua in piena, sia fiumi che torrenti che canali. Non sostare su ponti, stare attenti ai sottopassi e non restare ai piani interrati, come cantine o garage. Portarsi ai piani alti delle abitazioni, se necessario. È bene seguire con attenzione le indicazioni che provengono dalle autorità, le Allerte emesse e tenersi costantemente aggiornati sulla piattaforma Allertameteo Emilia Romagna.

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