Rancan (Lega) “Ecco perché addestrare il cane fa bene alla società”

“Addestrare il proprio cane fa bene al cane medesimo, al padrone e, più in generale all’intera società”.

Così il consigliere regionale della Lega, Matteo Rancan, intervenendo al convegno “Addestrare il cane fa bene al cane e alla società” organizzato dalla Lega in collaborazione con Ataaci (Associazione tutela allevamento e addestramento cinofilo italiano) e che si è svolto ieri, lunedì 25 novembre, presso la sala Guido Fanti della Regione Emilia-Romagna a Bologna.

Al centro del workshop il disegno di legge 1078, proposto dai 5 Stelle, e che prevede il divieto, a livello nazionale dell’importazione, della vendita e dell’uso, fra gli altri dei collari a strangolo e semi-strangolo, con l’obbligo di consegnare all’Asl quelli già in possesso.

“Vietare l’uso di alcuni dispositivi di addestramento come il collare a strozzo o il Retriver in corda significherebbe distruggere la cultura dell’addestramento canino, che è condizione, strumento necessaria per la convivenza tra uomo e cane. La mancanza di addestramento, infatti, porterà ripercussioni psicologiche e sociali sui cittadini, sui Comuni e sugli stessi cani. Ad esempio, cani mal gestiti portano ad un aumento delle rinunce di proprietà che, di conseguenza, portano ad un aumento del numero di cani nei canili, tant’è che quelli addestrati non vengono abbandonati, possono seguire in qualsiasi contesto il loro compagno umano e non sono mai un problema ma sempre una risorsa” spiega il consigliere leghista

Ma, sia chiara una cosa: “L’educazione deve riguardare sia il cane sia il proprietario. Il possesso consapevole dell’animale è un elemento fondamentale per una buona relazione. Una corretta comunicazione rappresenta il primissimo passo per stabilire una corretta relazione uomo-cane. Una volta che il proprietario avrà imparato a comprendere quali sono i segnali che il cane manda e il loro significato, come pure quale enorme impatto possa avere il comportamento dell’uomo sul cane, sarà sicuramente meno contrariato verso il proprio animale quando farà qualcosa che non va e più consapevole delle conseguenze che le sue azioni possono avere”.

“Leggere e interpretare correttamente il linguaggio posturale del proprio animale permette ai proprietari di intervenire in modo appropriato e prevenire i comportamenti indesiderabili.Ad esempio, alcune persone pensano che il loro cane sia “dominante” perché gli ringhia quando lo rimproverano. In realtà molto spesso non è così e il cane è semplicemente impaurito e sta esibendo una postura di sottomissione per cercare di evitare “l’evento aggressivo”. Riconoscere la paura, l’ansia e i segnali di sottomissione è quindi essenziale per il proprietario (ma anche per il cane), per evitare pericolosi incidenti”. In questo contesto, il medico veterinario riveste un ruolo fondamentale, perché deve sapere guidare il proprietario nella scelta più adeguata” spiega l’esponente del Carroccio.

“In altre parole: addestrare un cane significa educarlo a ciò che sa già fare e non a ciò che vorremmo facesse” conclude Rancan.

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