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Rotary, Matteo Perazzoli svela la storia urbana di Cortemaggiore tra età borbonica e restaurazione foto

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ROTARY CORTEMAGGIORE, L’ARCH. PERAZZOLI SVELA LO SVILUPPO URBANISTICO TRA ETA’ BORBONICA E RESTAURAZIONE

L’Architetto Matteo Perazzoli, piacentino, è stato ospite relatore del RC Cortemaggiore Pallavicino lo scorso giovedì 7 novembre, in occasione della conviviale tenutasi a Villa Costanza a Pontenure (Piacenza).

Il Presidente Gianluca Argellati, dopo aver aperto la serata con il tradizionale suono della campanella, gli onori alle bandiere e gli inni, ha salutato gli ospiti ed ha aggiornato i soci sulle attività del Club. In particolare ha ricordato la splendida riuscita delle giornate End Polio del 24/26 ottobre scorsi, ringraziando per la fattiva partecipazione il Rotaract di Fiorenzuola, presente alla serata con i soci Carlotta Mori, Alessandro Banin e Matteo Rancan. Il Presidente, ricordando che il prossimo 25 novembre il Governatore Distrettuale sarà in visita al Club, ha poi lasciato la parola al Segretario Enrico Guidi, che ha presentato l’ospite relatore.

L’Architetto Perazzoli, oggi docente di Disegno e Storia dell’Arte presso il Liceo Colombini di Piacenza, si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano; nel 2017 ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica presso il Politecnico di Torino, e proprio il lavoro che ha costituito la sua tesi di Dottorato è stato al centro della sua relazione. La tesi, di grande interesse per il Club radicato nel Comune di Cortemaggiore, si intitola “Ben’ordinate Fabriche”. Riccamente documentato grazie a pazienti e certosine ricerche d’archivio, il testo è un’ideale passeggiata tra “le fonti per la storia monumentale e urbana di Cortemaggiore tra età borbonica e Restaurazione”, come recita il sottotitolo.

Proprio con una singolare quanto preziosa “passeggiata” si è aperta la prima parte dell’illustrazione di Perazzoli, che si rifà al famoso Manoscritto Pallastrelli 279, conservato presso la Biblioteca Comunale di Piacenza, che contiene una mappatura a mano libera dei prospetti degli isolati urbani, ed è arricchito da una mappa (che ricorda le attuali mappe catastali) con i nomi dei proprietari delle singole proprietà. Dai minuscoli quanto dettagliati disegni che questo “quadernetto” contiene, si può notare che molti edifici di Cortemaggiore, sia pubblici che privati, conservano ancora le caratteristiche tratteggiate dal Pallastrelli oltre due secoli fa.

Nella seconda parte della sua esposizione, l’Architetto Perazzoli ha presentato agli intervenuti un altro originalissimo documento, le “Memorie della Nobil Terra di Cortemaggiore” di Gioseffo Torricella, anch’esse di fine ‘700. Questo scritto, pur prodotto da uno storico non professionista, ma che “ebbe solo in veduta di essere sincero”, è di grande valore ed interesse. Esso unisce alla descrizione minuziosa delle caratteristiche storico – costruttive (la “Fabbrica”, appunto) di alcuni episodi architettonici di pregio della città (in particolare, le splendide sette Chiese), una notevole capacità illustrativa, che crea un’affascinante relazione tra racconto e disegno.

L’Arch. Perazzoli, punteggiando ogni passaggio della sua esposizione con curiosità e aneddoti legati alla storia dei molteplici monumenti ed edifici che hanno costellato la storia di Cortemaggiore (in ciò anche stimolato da domande ed interventi dei partecipanti), ha concluso la sua esposizione con un approfondimento su “Gli Edifici dello Stato” nell’epoca del governo di Maria Luigia di Parma. In particolare vengono affrontati i diversi destini delle Porte cittadine, che furono demolite a metà dell’Ottocento, dell’Osteria Camerale e del Convento delle Terziarie Francescane, che per un periodo fu addirittura utilizzato come carcere e come Caserma dei Dragoni. Il Convento successivamente è stato abbattuto (a parte la Chiesa, diventata il teatro Eleonora Duse) e al suo posto è stata edificata la Scuola Media Statale cittadina.

L’auspicio conclusivo di Perazzoli è che il lavoro di studio e approfondimento delle fonti e della memoria architettonica delle nostre città e degli edifici che ne hanno fatto la storia, possa dare nuovo impulso al recupero ed alla valorizzazione del nostro patrimonio urbanistico ed architettonico. Il Presidente Argellati, nel far proprio questo auspicio, ha rinnovato all’ospite i ringraziamenti per l’onore che ha concesso al Club con la sua presenza e la sua relazione, e chiudendo quindi la serata con il suono della campanella.

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