Seggiolini antiabbandono in auto, da oggi scatta l’obbligo: bonus di 30 euro per l’acquisto

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Entra in vigore da oggi, 7 novembre, l’obbligo per i dispositivi antiabbandono per i bambini di età inferiore ai 4 anni.

Il regolamento di attuazione dell’articolo 172 del nuovo Codice della Strada – spiega il Ministero dei Trasporti – specifica che l’obbligo riguarda l’installazione a bordo dei veicoli di un dispositivo di allarme la cui funzione è quella di prevenire l’abbandono dei bambini di età inferiore ai quattro anni. Si attiva nel caso di allontanamento del conducente e può essere integrato nel seggiolino, oppure indipendente dal sistema di ritenuta del bambino”.

“Per agevolare l’acquisto dei dispositivi – proseguono dal Ministero -, nel Decreto Fiscale è stato istituito un fondo e il riconoscimento di un contributo economico di 30 euro per ciascun dispositivo acquistato. Nei prossimi giorni verrà approvato il Decreto che disciplina le modalità per l’erogazione del contributo”.

IL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELL’ART.172 DEL CODICE DELLA STRADA

“Il sistema antiabbandono – specifica la Polizia di Stato – deve dare un segnale di allarme idoneo ad attirare tempestivamente l’attenzione del conducente attraverso segnali visivi e acustici o visivi e aptici, percepibili all’interno o all’esterno del veicolo, nonché avere la capacità di attivarsi automaticamente ad ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente. Prima dell’acquisto del dispositivo è consigliabile verificare la conformità alle caratteristiche tecniche previste dalla norma consultando la documentazione tecnica eventualmente messa a disposizione dal fabbricante”.

Per i trasgressori le multe vanno da 81 euro a 326 euro, più la decurtazione di 5 punti sulla patente. In caso di recidiva nell’arco di due anni, è anche prevista la sospensione della licenza di guida da 15 giorni a due mesi. L’introduzione delle sanzioni non ha mancato, però di scatenare polemiche. “Non è una tassa sulle famiglie – dice il ministro Paola De Micheli, in un video condiviso sulla sua pagina Facebook -, l’aspetto sanzionatorio non può rimettere un discussione quella che è stata una battaglia di civiltà, voluta per i nostri figli. L’obbligo dei dispositivi salva bebè nasce da una legge votata all’unanimità e doveva entrare in vigore il primo luglio 2019”.

Una data che non è stata rispettata, complice anche la crisi di governo e il rimpasto dell’esecutivo Conte, che ha visto De Micheli alla guida del Mit al posto di Toninelli. “Sono diventata ministro il 4 settembre e il 2 ottobre ho firmato il decreto. Abbiamo fatto il prima possibile, per far entrare in vigore questa legge, per salvare i bambini” sottolinea il ministro. Ora il mancato rispetto di questo obbligo comporta una violazione del codice della strada, perché con l’introduzione della nuova legge si è modificata la normativa.

“Per aiutare le famiglie a rispettare la legge abbiamo previsto un incentivo di 30 euro per l’acquisto del dispositivo. Quello più economico in commercio costa infatti 29 euro, il bonus è stato calcolato in questo modo perché sappiamo – dice il ministro – che le famiglie non possono permettersi di spendere molti soldi. Ora sul tema delle sanzioni si è aperta una discussione in parlamento probabilmente porterà a un emendamento per spostare le sanzioni. Non deve però essere messo in discussione un provvedimento nato per tutelare i nostri figli, è vergognoso strumentalizzare ora una decisione che è stata assunta – ribadisce – all’unanimità dal parlamento”.

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