Stabilità finanziaria, Piacenza all’11esimo posto in Italia

Dove vivono le persone con maggiore stabilità finanziaria? E, in questo senso, come si colloca Piacenza rispetto al resto d’Italia?

Piuttosto bene leggendo l’analisi realizzata da “Il Sole 24 ore”, che fotografa nelle 107 province italiane il rapporto tra reddito annuo dichiarato dalla popolazione maggiorenne residente con crediti attivi e la rata media annua da rimborsare. La nostra città in questa particolare graduatoria si colloca infatti all’11esimo posto (con un punteggio di 4,7 calcolato sulla base di 10 indicatori), appena fuori dalla top ten delle città più virtuose, guidata quest’anno da Trieste, seguita a ruota da Aosta e dai cugini di Parma. All’ultimo posto troviamo invece Crotone, preceduta di poco dalle provincie di Barletta, Andria Trani, e Agrigento.

“Come tutti gli indici elaborati finora – commenta “Il Sole 24 Ore” -, che verranno utilizzati a fine anno nella storica indagine sulla Qualità della vita 2019, i valori medi raccontano trend generali, ma sono incapaci di restituire con precisione la varietà delle singole situazioni economiche. La graduatoria finale ha l’obiettivo di accendere un campanello di allarme sulla capacità reddituale e la stabilità finanziaria della popolazione residente in un determinato territorio. A permettere questa analisi sono i dati puntuali sui crediti attivati dagli italiani messi a disposizione da Crif, società globale di Bologna che monitora la quasi totalità dei debiti in carico agli italiani”.

“Incrociando la mappa provinciale delle rate da rimborsare con il reddito annuo medio dichiarato registrato nelle statistiche delle Finanze e rapportato alla popolazione degli indebitati, si ottiene così l’indicatore reddito-rata, un parametro fondamentale per la concessione di prestiti o mutui – continua il quotidiano economico -. Gli istituti di credito, infatti, utilizzano questo criterio per conoscere la capacità di rimborso del richiedente e, quindi, definire l’importo massimo erogabile. Solitamente il rapporto non deve essere superiore al 30%, cioè il reddito deve essere pari ad almeno tre volte il valore della rata. In alcuni casi le banche applicano metriche anche più restrittive o più permissive, prendendo sempre in considerazione i valori netti mensili: il rischio è quello di non riuscire a pagare le rate per la restituzione della somma chiesta a prestito, con la possibilità di cadere nell’indebitamento”.

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