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Bonaccini presenta i pilastri del suo programma elettorale

Nota stampa di Stefano Bonaccini, candidato alla presidenza dell’Emilia Romagna

Dal nido gratuito e per tutti, senza liste d’attesa, all’inglese per i più piccoli. Sanità pubblica per il diritto alla salute garantito al povero come al ricco. Diritto allo studio al 100%. Azzeramento della dispersione scolastica. Ancora più fondi per la non autosufficienza. Nuovo Piano per la casa. Sostegno alle famiglie numerose.

Nuovo Patto per il Lavoro 2030: crescita inclusiva, piena e buona occupazione, sostenibilità. 4 milioni e mezzo di nuovi alberi (uno per ogni emiliano-romagnolo). Energie rinnovabili: 100% di utilizzo al 2035. Neutralità climatica entro il 2050. Programma ‘Fiumi e mari sicuri e puliti’. Rigenerazione urbana e stop al consumo di suolo. Raddoppio dei fondi per la sicurezza del territorio. Società pubblica per la manutenzione delle strade. Appennino più vicino. Turismo e Commercio: incentivi e riqualificazione delle strutture. Agricoltura: qualità, più giovani e no dazi. Lavoro e formazione, NEET sotto il 10%. Emilia-Romagna Data valley europea e regione iperconnessa. Alta formazione e nuova manifattura perno del nostro sistema produttivo. Emilia-Romagna più semplice ed efficiente per cittadini e imprese. E tutte le altre proposte.

Il programma per costruire insieme l’Emilia Romagna che vogliamo lo ha presentato all’Autodromo di Imola Stefano Bonaccini, presidente uscente e ricandidato alla guida della Regione Emilia-Romagna alle elezioni del prossimo 26 gennaio. Una regione ancora più forte e più giusta, sulla base di un progetto condiviso dalla coalizione di centrosinistra, larga e aperta al civismo, composta da sei liste: Lista Bonaccini Presidente; PD-Bonaccini Presidente; Coraggiosa; +Europa, Socialisti, Repubblicani; Verdi; Volt.

Misure per l’Emilia-Romagna dei prossimi anni, a partire dal buon governo di oggi, che ha visto in regione non un euro di tasse in più in tutti i cinque anni della legislatura, ma anzi l’avvio di provvedimento che fanno risparmiare agli emiliano-romagnoli oltre 80 milioni di euro l’anno, più di 240 milioni nel triennio 2019-21: abolizione superticket sanitari (33 milioni), dimezzamento Irap per aziende, artigiani e commercianti in montagna (12 milioni), abbattimento delle rette dei nidi (18 milioni), bonus affitto per le famiglie in difficoltà (12 milioni) e bus gratis per gli abbonati al servizio ferroviario regionale (6,2 milioni).

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