Due mostre per Palazzo Galli: a dicembre Bertucci e nel 2020 omaggio a Boselli e Arbotori

L’anno prossimo la Banca di Piacenza allestirà la prima mostra dedicata ai pittori Felice Boselli e Bartolomeo Arbotori. Tra pochi giorni, invece, sarà inaugurata quella su Giacomo Bertucci.

Intenso il programma culturale che la Banca locale ha deciso di ospitare a Palazzo Galli. Andiamo con ordine: da domenica 15 dicembre 2019 e fino a domenica 19 gennaio 2020, Palazzo Galli farà da cornice ad un centinaio di opere di Giacomo Bertucci (1903-1982), il pittore piacentino nativo di Bardi (al tempo il borgo era ancora sotto dominazione della provincia di Piacenza) che lavorò lungamente nella nostra città, noto per aver avuto stretti legami con Ghittoni e con il Brera di Milano.

Sarà il ministro Paola De Micheli ad inaugurare questa mostra, con un taglio del nastro alla presenza delle autorità civili e militari di Piacenza e provincia. I quadri del Bertucci che saranno esposti sono il frutto di una rigorosa selezione su un ben più ampio numero di opere proposte, grazie alla generosa adesione di molti piacentini a quell’invito rivolto dalla Banca circa il poter mettere a disposizione i lavori dell’artista, di cui si sottolinea un particole interesse sotto il profilo delle rappresentazioni di nature morte e soggetti floreali.

La mostra “Giacomo Bertucci tra Ghittoni e del Pisis” – i cui costi sono stati interamente sostenuti dalla sola Banca, non gravando sulla comunità – conterrà quindi quadri provenienti sia da collezioni private che pubbliche, integrata con opere che esalteranno le influenze pittoriche ricevute dai maestri Francesco Ghittoni e Aldo Carpi, passando per i suoi coetanei e compagni di studio Bot, Luciano Ricchetti e Bruno Cassinari, fino a Filippo de Pisis, con il quale condivise una certa autonomia artistica, scelte tecniche e di genere. Curatori della mostra Valeria Poli e Laura Bonfanti, allestimento e grafica Carlo Ponzini con l’assistenza tecnica di Enrico Bertonazzi, coordinamento organizzativo di Cristina Bonelli e Lavinia Curtoni, ufficio stampa Emanuele Galba.

Mostre Banca di Piacenza

“Nell’iniziativa di quest’anno la Banca di Piacenza ha inteso ricordare un pittore piacentino allievo di Ghittoni – ha spiegato Valeria Poli, curatrice della mostra – con la volontà di proseguire la promozione di artisti del territorio piacentino attraverso un’esposizione di 92 opere, delle quali 84 dell’artista Giacomo Bertucci. Egli, inoltre, ha dimostrato di esser sempre rimasto legato alle sue origini piacentine, e nel 1939, dopo una fortunata mostra personale, allestire la prima mostra postuma dedicata al suo maestro Francesco Ghittoni, al quale la banca ha dedicato una magnifica mostra monografica nel 2016”.

“È stato interessante scoprire come alcune opere del Bertucci siano entrate, nel corso del tempo, a far parte di importanti collezioni museali – ha aggiunto Laura Bonfanti, co-curatrice – tra le quali: la Galleria d’Arte moderna Ricci Oddi Ricci Oddi (nella quale la Bonfanti ricopre il ruolo di vice presidente del consiglio di amministrazione), la Galleria Alberoni di Piacenza, la Provincia di Piacenza, la stessa Banca di Piacenza, nell’Istituto Gazzola che le ha date in concessione alla Prefettura di Piacenza, nonché in altre realtà esterne alla nostra provincia, come il museo Mar di Ravenna e il museo Maga di Gallarate, e presso l’ex Cassa di Risparmio di Piacenza”.

Durante le settimane in cui sarà allestita la mostra su Bertolucci avranno luogo diversi eventi collaterali e tavole rotonde, curate da Maria Teresa Sforza Fogliani, durante le quali si succederanno incontri a cui parteciperanno diversi relatori i quali tratteranno tematiche riguardanti sia gli aspetti artistici che le vicissitudini personali del pittore.

Ingresso libero (orari: dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19; sabato e festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19; giorni di chiusura 24, 25, 31 dicembre e 1 gennaio) per Soci e Clienti della Banca. Per i non Clienti, ingresso con biglietto nominativo richiedibile esclusivamente al sito www.bancadipiacenza.it. Sono previste visite guidate la domenica mattina (ore 11) e pomeriggio ore 16.30), visite guidate per i Soci della Banca e per scuole e associazioni: prenotazioni all’Ufficio Relazioni esterne (0523 542357 – relaz.esterne@bancadipiacenza.it).

VIDEO

DEDICATA A BOSELLI E ARBOTORI LA MOSTRA DELL’AUTUNNO 2020 – Fervono già i preparativi per una mostra inedita, la prima non solamente a Piacenza ma in Italia, con protagonisti i pittori Felice Boselli e Bartolomeo Arbotori, in programma per l’autunno prossimo.

“Abbiamo pensato di valorizzare questi due grandi pittori piacentini con la mostra dell’anno prossimo – ha dichiarato l’avvocato Corrado Sforza Fogliani, presidente del Comitato esecutivo della Banca di Piacenza -. Questa è una stagione nella quale la natura morta sta rifiorendo. Tante sono le mostre dedicate ad artisti che si sono dedicati a questo genere pittorico. Le nature morte provocarono la famosa crisi finanziaria del tulipano nei Paesi Bassi, essendo quest’ultimo diventato talmente diffuso e prezioso da sostituire la moneta, scaturito, appunto, nel crollo del tulipano, evento capitato a causa anche della diffusione delle nature morte, in cui c’erano, a parte la cacciagione, anche fiori e nelle quali la gente prese appunto a sostituire la presenza del tulipano con altre tipologie di fiori. I tulipani quindi si deprezzarono notevolmente”.

Mostre Banca di Piacenza

“Le nature morte – ha proseguito il presidente Sforza Fogliani – sono collegate con una sentenza che studiai in gioventù: nel 1832 il tribunale di Parigi aveva emesso una sentenza a proposito di una fotografia, in quanto si dibatteva circa se quella fotografia avesse o meno, o meglio, potesse avere ovvero il contrario, le caratteristiche di originalità che un’opera d’arte deve possedere, e il tribunale assolse il fotografo dal fatto di aver riprodotto un’opera d’arte appartenente ad una terza persona, specificando che la fotografia di quell’opera possedeva caratteristiche proprie che la connotavano anch’essa come opera d’arte a se stante”.

“In tempi recenti il genere della natura morta è tornata grandemente in auge – ha aggiunto l’avvocato Sforza – tutto ciò considerato la Banca di Piacenza ha ritenuto di far riscoprire ai cittadini i pittori piacentini Felice Boselli e Bartolomeo Arbotori, purtroppo troppo poco noti non solo nel panorama nazionale ma anche a livello locale”. “Boselli è da ritenersi un iniziatore del filone delle nature morte, le cui opere hanno trovato posto in tante case di piacentini. Anche la Banca possiede un suo quadro, esposto nei locali al pian terreno della Sede centrale di via Mazzini. Entrambi sono da considerarsi grandi autori, sono praticamente coevi. L’anno prossimo, inoltre, ricorrono i 370 anni dalla nascita di Boselli, ulteriore buon motivo per ricordarlo”.

“La mostra dell’anno prossimo potrà servire anche a molti piacentini per aiutarli a distinguere le opere di Boselli da quelle dell’Arbotori, in quanto è cosa assai difficile – ha puntualizzato il presidente Sforza Fogliani – potrà quindi essere per molti piacentini occasione di trovare conferme circa l’attribuzione dei quadri al Boselli oppure all’Arbotori”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.