“Che emozione vedere il Klimt di nuovo in Galleria nel decennale della scomparsa di Fugazza”

“Quando sono entrato nel salone d’onore e ho visto il “Ritratto di signora” esposto sul cavalletto ho provato una grandissima emozione, io e gli altri presenti siamo sbiancati. Non posso non pensare al direttore dell’epoca, Stefano Fugazza. Ritrovarlo proprio adesso, in occasione del decennale della sua scomparsa, sarebbe un bellissimo regalo”.

Leonardo Bragalini, consigliere di amministrazione della Galleria Ricci Oddi, è stato tra i primi ad avere l’occasione di vedere il dipinto ritrovato, prima che venisse portato via dalla polizia per accertamenti. “Mi ha chiamato il presidente della galleria, Massimo Ferrari, e mi ha chiesto di andare a vedere il quadro, per essere certo che non si trattasse in modo evidente di un falso. Posso dire che non è così” dice Bragalini, che si è subito recato in via San Siro insieme a un’altra componente del consiglio di amministrazione, Franca Franchi.

“Per quello che ho potuto vedere – spiega Bragalini – il dipinto è in ottime condizioni di conservazione, ci sono i presupposti perché sia verosimile: sul retro e sul telaio (l’opera è stata trovata senza cornice, ma ancora su telaio, ndr) sono presenti tutti i timbri relativi alle esposizioni alle quali è stato prestato”. “Quando mi è arrivata questa notizia, francamente ho pensato all’ennesima bufala, già in passato c’erano state delle false piste sul suo ritrovamento. Poi, quando sono arrivato in Galleria e l’ho visto esposto su un cavalletto, nel Salone d’Onore, ho provato una grandissima emozione, io e gli altri presenti siamo sbiancati”.

“Se ne fosse dimostrata l’autenticità – ha detto – sarebbe un grande evento per la città, per il mondo dell’arte in Italia. Non sono un esperto, ma non dovrebbe essere complicato eseguire gli esami del caso, vista la storia particolare del Klimt”. Come è noto, poco tempo prima del furto, grazie all’intuizione di una studentessa, Claudia Maga, fu scoperto che il “Ritratto di signora” fu dipinto dall’artista viennese sopra un’altra sua opera, che si riteneva essere andata perduta.

“Grazie a un’indagine stratigrafica dovrebbe essere semplice capire se il quadro che è stato ritrovato oggi è autentico, oppure no, oltre ovviamente agli accertamenti ulteriori sui timbri. Oggi non posso non pensare al direttore dell’epoca, Stefano Fugazza, del pathos con cui visse i giorni del furto. Ritrovare “Ritratto di signora” proprio adesso, in occasione del decennale della sua scomparsa, sarebbe un bellissimo regalo”. Certo, ma si tratterebbe comunque di una circostanza singolare, forse frutto di un “ravvedimento operoso”.

“Questo non posso dirlo. Certo, l’edera su quei muri c’era da parecchio tempo” – dice. Ma non da quasi 23 anni.

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