Cittadinanza onoraria a Liliana Segre, sì unanime del consiglio. La consegna nel Giorno della Memoria

Cittadinanza onoraria a Liliana Segre, il consiglio comunale di Piacenza dice sì all’unanimità.

È stata approvata la proposta del sindaco Patrizia Barbieri e condivisa dal consiglio comunale. “Oggi diamo un messaggio importante alla città – ha detto Barbieri -, spero che i giovani possano trarne insegnamento”.

Su proposta del consigliere Massimo Trespidi (Liberi) la cittadinanza sarà conferita in occasione delle celebrazioni per la giornata della Memoria del 27 gennaio, fermo restando la disponibilità della senatrice Segre ad essere presente a Piacenza.

IL DIBATTITO – “Sono particolarmente contenta e orgogliosa della presentazione di questa delibera, che ritengo essere un bel momento per il consiglio comunale – ha detto il sindaco Patrizia Barbieri -, nasce da una proposta che io stavo già portando avanti, ma che è stata promossa anche da altri consiglieri. Devo dare atto a questo spirito bipartisan e della sensibilità dimostrata da tutti i consiglieri. Sono molto orgogliosa di questo consiglio, perché ci dà l’opportunità di conferire la cittadinanza a una senatrice che ha vissuto nella sua vita momenti di dolore, aveva solo 13 anni quando è stata rinchiusa a Auschwitz ed è diventata solo un numero”.

“Ha deciso di condividere questa sua esperienza così traumatica solo dopo anni, ma il suo racconto fa riflettere su quelli che sono i valori, i valori importanti che richiamano dei sacrosanti principi: il contrasto dell’odio, dell’intolleranza, della discriminazione. Ideali che tutti noi dobbiamo condividere. Assumere questa delibera significa essere una comunità consapevole, che non dimentica e sa condividere dei valori. Proprio ieri è mancato Piero Terracina, uno degli ultimi sopravvissuti al campo di concentramento di Auschwitz, oggi è giusto ricordare anche lui”. Antonio Levoni (Liberali) fa i complimenti al sindaco. “Ci riconosciamo in toto nelle sue parole” ha detto.

“La giornata di oggi ci deve riempire di orgoglio e soddisfazione perché accantoniamo la battaglia politica per vivere un momento solenne di unità, perché riconosciamo la cittadinanza onoraria a una persona come Liliana Segre che si è distinta per impegno morale e civile e culturale nel campo dei diritti umani, per evitare che orrori come quelli perpetrati dal regime nazifascista non si debbano più ripetere” Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) “Troppe volte in passato, per convenienza elettorale, cavalcando l’emotività, si è strizzato l’occhio a gruppi sciali razzisti – interviene Andrea Pugni (M5s) -, tocca a noi invece stroncare gli assolutismi sul nascere, evitando che diventino un fiume in piena che tutto travolge”.

“Liliana Segre è stata simbolo di contrasto a ogni forma di intolleranza razziale, all’odio e discriminazioni – dice Nelio Pavesi (Lega) -, nonostante questo i suoi interventi non hanno mai ceduto a sentimenti di vendetta, la sua è sempre stata una parola di pace, di lucida serenità, ha lottato sempre perché quello che ha subito non si possa più ripetere. Ultimamente, con il favore dell’anonimato concesso dalla rete, è stata oggetto di una campagna di odio e insulti, purtroppo la violenza fisica e verbale verso il diverso, l’avversario, sono duri a morire e non dovrebbero avere diritto a manifestarsi in una società avanzata come la nostra. Ognuno dovrebbe farsi operatore di pace e convivenza, come la senatrice Segre, e contrastare ogni forma di violenza e discriminazione da qualsiasi parte provenga”. Pavesi cita poi Martin Luther King “non temo la violenza dei cattivi, temo l’indifferenza dei buoni”.

“Ringraziamo il sindaco per aver accolto e fatta propria la proposta di dare la cittadinanza alla senatrice Segre – interviene Giulia Piroli (Pd), che ricorda come Piacenza sia medaglia d’oro al valor militare per la lotta al nazifascismo -. La data di oggi non cade a casa: proprio oggi 9 dicembre sono 75 anni dall’uccisione del partigiano Giannino Bosi, 61 anni fa veniva condannato il gerarca nazista Adolf Heichmann. Oggi è il giorno dell’unanimità, Piacenza dimostra a tutta italia come ci comporta in momenti come questi”.

“Trovo che i momenti in cui questo consiglio riesce ad esprimere unità siano quelli più interessanti – continua il consigliere Mauro Monti (Liberi) -. Oggi c’è bisogno della capacità di andare oltre i propri punti di vista per l’individuazione di un bene comune, definendo dei valori condivisi. L’antisemitismo è un fenomeno molto antico, che ha conosciuto diverse fasi, mosse da diverse motivazioni: teologiche, politiche e sociologiche, fino a quelle razziali, le più recenti. Dietro al genocidio c’è l’idea di possedere la verità della storia, oggi la risposta che la politica può dare è che la verità non è proprietà del singolo, ma si costruisce nel dialogo”.

“E’ accaduto, può ancora accadere: sono le parole di Primo Levi che qualche giorno fa Angela Merkel ha pronunciato in occasione della sua prima visita, da cancelliera della Germania, ad Auschwitz. Non c’è valore più assoluto della vita dell’uomo, non c’è cosa più alta da difendere – interviene Michele Giardino (Gruppo Misto) -. Tutte le politiche che riducono l’uomo ad essere peggio di un animale vanno perciò osteggiate continuamente, non bisogna abbassare la guardia. Con questo provvedimento noi oggi diciamo che siamo con la difesa della vita, contro ad ogni discriminazione razziale, religiosa, culturale che possa mai essere utilizzata per annientare la dignità della persona umana”.

“La lotta contro il razzismo e ogni forma di discriminazione rappresenta un impegno che dovrebbe essere fatto proprio da ogni uomo e ogni istituzione – le parole di Roberto Colla (Piacenza Più) -. La testimonianza di Liliana Segre rappresenta un patrimonio per la nostra e per le future generazione, perché non dimentichi il proprio passato. Con la cittadinanza onoraria diciamo alla senatrice Segre che siamo noi la sua scorta e che siamo contro ogni violenza. Speriamo di vederla a Piacenza”. “Oggi parlare di Liliana Segre significa parlare non solo di una persona, ma di ciò che ci unisce: il principio di fratellanza – afferma Gianluca Bariola (Piacenza del futuro) -. La Shoah va riconosciuta come simbolo e segno di ciò che scrive Sant’Agostino: il bene è infinito, mentre il male è finito, anche se non ci sono limiti al modo di fare del male. Parlare oggi di questa cittadinanza onoraria significa porre al centro il tema della responsabilità personale, a come porre un limite al male”.

“Sono assolutamente favorevole a questo provvedimento, il mio voto e quello di tutto il gruppo di FdI è convinto  – spiega Filippo Bertolini -, devo dire però che lo faccio con un filo di rammarico con un clima più sereno e disteso, non fosse sotto scorta perché qualche imbecille sta attaccando quella persona e quello che rappresenta. Non ho voglia di fare polemica politica. Da uomo di destra non avrei mai esposto la senatrice Segre alla gogna mediatica per una questione che non nulla a che fare con Olocausto, ma è solo strumentalizzazione politica. Non penso che in questo consesso qualcuno sia convinto che i gruppi di maggioranza avrebbero potuto esimersi dall’esprimere un voto favorevole alla cittadinanza, avremmo preferito essere stati interpellati perché avremmo fatta nostra proposta della minoranza. Essere di destra non vuol dire barricarsi dietro a posizioni che non hanno nulla di leale nei confronti della storia. Noi sappiamo benissimo quale è stata la storia, vogliamo combattere ogni forma di odio, di odio razziale. Ci piacerebbe che potessimo estrapolare un simbolo per tutti i genocidi, perché ciascuno merita di essere ricordato e non strumentalizzato”.

Sergio Pecorara (Fi) esprime voto favorevole alla “proposta del sindaco, nata da una vera sensibilità del consiglio comunale. Questo conferimento modo per onorare tutte le vittime sterminio, è un gesto dovuto, profondo rispetto per tutte le vittime”. Massimo Trespidi (Liberi) formula la proposta al sindaco e al presidente del consiglio, visto che “Piacenza è primogenita d’Italia e medaglia d’oro al valore militare, sarebbe importante che il conferimento della cittadinanza alla senatrice Segre avvenisse in concomitanza della commemorazione delle vittime della Shoah, il 27 gennaio. La presenza di Liliana Segre per il suo ruolo, assumerebbe una rilevanza particolare, significa tenere viva, tenere accesa la memoria storica, soprattutto il passaggio da generazione a generazione. L’oblio è sempre un pericolo, come diceva Hannah Arendt, che metteva in guardai rispetto alla banalità del male. Ciò che è accaduto può riaccadere”.

Tanta unità d’intenti viene però minata sul finire della discussione, con una coda polemica innescata dal consigliere Giancarlo Migli (FdI): “Non vi è e non vi potrebbe essere alcun imbarazzo dal gruppo di Fratelli d’Italia nell’accogliere questa proposta, ci spiace solo che chi ha assunto la proposta (la minoranza con il gruppo consiliare del Pd, ndr) non l’abbia sottoposta a noi, forse nella pretestuosa convinzione che non l’avremmo accolta. Invece abbiamo sempre detto che saremmo stati favorevoli se la richiesta fosse stata formulata dal sindaco, come è avvenuto a Ferrara”. “Biasimo l’intervento del consigliere Migli che, a differenza di quello che si è deciso in conferenza dei capigruppo, ha deciso di fare polemica – la replica di Stefano Cugini (Pd) – in un momento così alto e così solenne. Mi consola invece l’intervento del consigliere Bertolini, improntato al massimo rispetto di questo momento. Un intervento antifascista, mi verrebbe da dire”.

A smorzare i toni arriva la pragmaticità dell’intervento finale del capogruppo della Lega, Carlo Segalini: “Nessuno vuol far tornare gli anni Quaranta, con guerre e cose del genere, in questa aula, quindi in merito alla cittadinanza alla senatrice Segre, il gruppo della Lega vota convintamente positivo”.

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