Colletta Alimentare, a Piacenza donate oltre 55 tonnellate di cibo

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“Lavoro all’Ilva, ma non so quanto durerà – racconta Desiré -. Conosco l’importanza di un gesto, di un aiuto nei momenti più difficili e anche se ho paura per il mio domani essere qui ad aiutare per me è un onore”. “Ma Taranto non è solo Ilva – per Giuseppe – è molto di più, è il luogo dove ho incontrato persone che mi vogliono bene così per quello che sono e oggi questo bene volevo restituirlo”.

“Facendo la Colletta s’è accesa una luce – dice Alessandro, carcerato di Opera -. Ci siamo sentiti uomini, e si sta bene”. I., brasiliana racconta “Voglio partecipare alla Colletta, è tanto che aspettavo di essere utile a qualcuno. Sono sempre io a chiedere ma finalmente con la Colletta ho l’occasione di poter dare”.

Queste sono solo alcune delle storie accadute durante la ventitreesima Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, che si è tenuta in circa 13mila supermercati in tutta Italia. “Anche quest’anno abbiamo avuto la riprova che si può vivere un gesto di solidarietà in qualunque condizione ci si trovi; non c’è situazione che possa mortificare il nostro desiderio di bene. Come ci ha recentemente richiamato il Papa, “…fissiamo lo sguardo sull’essenziale che non ha bisogno di tante parole”: proprio in questa prospettiva i numeri acquistano il loro più pieno significato” – dichiara Giovanni Bruno, Presidente della Fondazione Banco Alimentare.

Sono state raccolte 8.100 tonnellate, l’equivalente di 16.200.000 pasti, sostanzialmente in linea con i risultati consolidati negli ultimi anni: quanto raccolto, insieme a quanto recuperato dal Banco Alimentare nella sua ordinaria attività durante tutto l’anno, sarà distribuito a circa 7.500 strutture caritative che assistono oltre 1,5 milioni di persone. In provincia di Piacenza, nei 52 punti vendita aderenti e grazie all’aiuto di 702 volontari, sono state raccolte oltre 55 tonnellate di alimenti.

OLTRE 1,7 MILIONI DI PASTI DONATI IN EMILIA ROMAGNA – “E’ stato bello! – il commento di Stefano Dalmonte, presidente del Banco Alimentare Emilia Romagna -. Per la ventitreesima volta possiamo dire con certezza che donare e donarsi fa parte di un’esigenza e di un’aspettativa che ognuno di noi ha nel proprio cuore: giovani (tantissimi!), lavoratori e casalinghe, disoccupati e assistiti, alpini, bersaglieri, ecc … un popolo ha nuovamente contribuito a costruire un pezzetto di società dove la pura logica dell’egoismo e dell’indifferenza non vince”.

“E grazie infinite agli Emiliano Romagnoli (circa 500mila) che hanno fatto la spesa solidale a favore dei più bisognosi. Tutto ciò ha permesso di raggiungere, in un quadro attuale un po’ incerto nel Paese, l’ottimo risultato di 862 tonnellate di alimenti raccolti, che corrispondono ad oltre 1.700.000 pasti donati in Regione”.

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