Elezioni regionali, primo confronto con i consiglieri uscenti in Coldiretti

Il consiglio di Coldiretti Piacenza ha incontrato nel pomeriggio di ieri, giovedì 12 dicembre, alcuni dei rappresentanti piacentini in Consiglio regionale, dando inizio ai confronti in vista alle elezioni del prossimo 26 gennaio.

“Un’occasione importante – ha commentato il presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti – per ragionare sul futuro dell’agricoltura in Emilia Romagna, dove si realizza oltre un terzo della produzione agricola nazionale e dove nascono le eccellenze del Made in Italy alimentare che conquistano il mondo. Abbiamo ricordato i numeri di Coldiretti Piacenza, prima organizzazione agricola sul territorio con circa 4.500 associati”. Erano presenti i consiglieri regionali: Fabio Callori (Fratelli d’Italia), Gianluigi Molinari (Partito Democratico), Matteo Rancan (Lega) e Katia Tarasconi (Partito Democratico).

“Ci siamo confrontati prima con Callori e Rancan e poi con Molinari e Tarasconi – spiega il direttore Claudio Bressanutti –sulle esigenze del territorio”.

In particolare, grazie anche alla viva partecipazione dei consiglieri di Coldiretti Piacenza, è stata evidenziata la necessità di interventi volti a valorizzare le produzioni del nostro territorio e delle attività agricole, ricomponendo le storture nelle filiere. Tra i temi affrontati quindi, la gestione della fauna selvatica, le difficoltà dell’agricoltura in montagna (quali collegamenti telefonici/viabilistici e ritiro dei prodotti), l’esigenza di valorizzare i progetti di giovani e donne che decidono di investire il proprio futuro in campagna spesso con idee innovative, la gestione dei reflui zootecnici (le cui criticità sono purtroppo più che mai attuali) e la necessità di interventi strutturali per una migliore gestione della risorsa idrica.

“E’ stata l’occasione – ha concluso Crotti, che era affiancato dai vicepresidenti Ugo Agnelli e Andrea Minardi – per evidenziare ancora una volta l’impegno di Coldiretti per la trasparenza concretizzato con la raccolta di 1,1 milioni di firme (14mila nel Piacentino) per chiedere alla Commissione Europea di estendere l’obbligo dell’etichetta d’origine su tutti gli alimenti, ma anche per ribadire il nostro no a sistemi di etichettatura come quella a semaforo, che sono fuorvianti, in quanto rischia di promuovere cibi spazzatura e di sfavorire elisir di lunga vita come i prodotti simbolo della dieta mediterranea”.

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