Alla Biffi Arte la favola di Pap Buscarini e del rugby piacentino

Un libro che parla di partite, trasferte, amici, e ovviamente di Pap, al secolo Marco Buscarini, ex pilone dei Lyons nell’epoca più romantica del rugby italiano.

Un viaggio indietro di 30 anni che Paolo Garetti ha messo su carta in “PAP la palla bislunga e quel fantastico pomeriggio” (Edizioni Officine Gutenberg), per tornare a quei momenti e a quei ricordi, scrivendo una favola nemmeno troppo leggendaria dove Marco Pap Buscarini era sempre protagonista. La palla del titolo è ovviamente quella da rugby, e fu definita così da un signore al quale venne chiesto durante una trasferta, dove fosse il campo da Rugby di San Giorgio “Rugby? – la sua domanda – ah, lo sport con la palla bislunga!”. “PAP la palla bislunga e quel fantastico pomeriggio” è una fiaba moderna e struggente, illustrata da Linda Orlandi, in ricordo del grande Busca, oltre che rugbista persona di un’umanità straordinaria, che ha insegnato a generazioni di giovani il rispetto per l’avversario e per l’arbitro, il saper sempre trovare un punto d’incontro, il saper sempre rispettare le opinioni di chi ti è di fronte.

“Quel pallone ovale, o bislungo, era l’oggetto più affascinante che Pap avesse mai visto” – si legge in un pezzo del libro -. Lo raccolse e decise che lo avrebbe portato a casa. Quell’ovale stava bene in mano, a differenza di quelli tondi, quello si appoggiava tra le braccia e stava lì buono, non sembrava che volesse stare a tutti costi per terra. E poi aveva una sua dignità: prenderlo a calci o a sberle era difficilissimo, non sapevi mai dove sarebbe andato e l’unico modo per mandarlo in qualche posto era portarcelo a mano, proprio come un cucciolo o un bambino. Mentre pensava a queste cose Pap si dirigeva a casa, quando si sentì chiamare”.

Il nuovo libro edito da Edizioni Officine Gutenberg, di cui i proventi andranno in beneficenza all’Associazione Oltre l’autismo di Piacenza, sarà presentato alla galleria Biffi Arte sabato 21 dicembre alle 17 con l’autore Paolo Garetti e Giacomo Bagnasco di Radio 24.

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