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Ritorno al futuro per l’ex chiesa del Carmine: nasce il Laboratorio Aperto VIDEO fotogallery

Taglio del nastro per la rinnovata chiesa del Carmine, che da oggi ospiterà il “Laboratorio Aperto” del Comune di Piacenza.

L’affascinante ex chiesa del Trecento, restituita alla città al termine di un intervento di recupero finanziato grazie grazie al Fondo Europeo per lo Sviluppo regionale Por FESR 2014-2020, e che non ha mancato di suscitare critiche, è stata rifunzionalizzata in uno spazio urbano per cittadini e imprese nel segno dell’innovazione e della sostenibilità. Ad aggiudicarsi la gestione del Laboratorio aperto la Fondazione Giacomo Brodolini e Mbs. La durata della convenzione è di otto anni, per un valore complessivo di oltre 3 milioni e 500mila euro.

Ad inaugurare il nuovo spazio il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, affiancata dall’assessore regionale Massimo Mezzetti. Sono poi intervenuti Cristian Prati della Soprintendenza, l’assessore Marco Tassi e la vice sindaco Elena Baio. A presentare i dettagli del restauro Pierangelo Bellini (Edilstrade), Filippo Cella (impresa Cella Gaetano), Valentina Arosio (Kairos Restauri); Fabio Sgaragli (Fondazione Brodolini) e Massimo Temporelli (The FabLab – Make it Real) ne hanno quindi presentato le future attività.

“E’ una grande emozione, poter inaugurare questo spazio – dice il sindaco Patrizia Barbieri -, perché è stato un lavoro impegnativo, per gli uffici ma anche per la Soprintendenza, per tutti quelli che hanno collaborato così come per le imprese. E’ un lavoro prezioso, che restituisce alla città un edificio di particolare pregio dal punto di vista artistico ed architettonico, con una fruizione che si proietta verso il futuro; a mio avviso questa tensione che c’è tra la parte storica e l’innovazione, quello che rappresenta il Laboratorio Aperto, penso sia davvero un’occasione straordinaria per la città, anche in vista di Piacenza 2020. Questo ne rappresenta già un inizio”.

Le iniziative proposte dal Laboratorio aperto saranno all’insegna dell’innovazione e della tecnologia, continua Barbieri. “Un recupero di pregio, che ha consentito di scoprire tesori, prima nascosti dal degrado, e nel contempo un’occasione straordinaria per potersi proiettare in una nuova dimensione. Spero che il Carmine, così come ha avuto uno glorioso passato, possa avere uno splendido futuro. Il presente che vedo è già eccezionale”.

Tra i presenti all’inaugurazione anche l’ex sindaco Paolo Dosi, che ha portato avanti il progetto ereditato da Roberto Reggi. “I primissimi passi di questo progetto sono stati compiuti da Reggi nella fase finale del suo secondo mandato. Noi lo abbiamo ereditato – racconta -, lo abbiamo portato avanti, avremmo voluto anticipare la conclusione anche per poterla consegnare presto alla città. Mi sembra che l’opera sia riuscita molto bene, anche del tanto discusso soppalco, pur non avendo competenze specifiche, non riesco ad individuare le criticità che qualcuno ha rilevato”.

“L’interrogativo che dobbiamo porci come comunità – continua l’ex sindaco Dosi – è come far vivere questi spazi, che iniziano ad essere tanti. Negli ultimi 15-20 anni iniziano ad essere numericamente e qualitativamente importanti, penso ai Teatini, a Sant’Agostino, San Lorenzo. Piacenza è ricca anche di altri spazi che possono essere recuperati, mi auguro che ci sia anche una risposta da parte delle associazioni culturali, delle amministrazioni pubbliche, che si rendano disponibili a mettere a disposizione le poche risorse rimaste per vivacizzare questi luoghi che meritano di essere conosciuti, frequentati e vissuti”.

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I GIUDIZI – “L’intervento è stato fatto in maniera assolutamente competente – commenta il presidente dell’ordine degli architetti Giuseppe Baracchi -, lo si vede dall’aver messo in risalto le presenze storiche preesistenti, mentre quello che non era di grande pregio è stato coperto da intonaci. Questo, dal punto di vista filologico, è un restauro assolutamente corretto”. “Poi bisogna anche cercare di andare un tantino oltre – continua Baracchi -. Il soppalco, pensato nella parte meno “nobile” di ingresso e completamente autonomo rispetto alla struttura, secondo me è un valore aggiunto. In Nord Europa si vedono tantissime di queste cose, bisogna andare un po’ avanti e credo sia davvero un valore aggiunto, tanto quanto l’intervento della scala che, seppur forte, è un elemento che si sposa nel complesso”.

All’inaugurazione del Laboratorio Aperto ha partecipato anche l’artista piacentino – di fama internazionale – William Xerra. “Il restauro mi sembra ben fatto, finito bene. Certo, c’è qualcosa che mi disturba, nella zona del soppalco – dice -. Era da anni che non entravo in questa chiesa, che era ridotta veramente male. Oggi la rivedo per la prima volta, devo dire che la struttura è perfetta, i frammenti (degli affreschi, ndr) sono stati trattati bene, la memoria salta fuori. Poi lei sta parlando con chi il frammento l’ha sempre usato: mentalmente c’è un “vive” di fronte a quello che manca, sono piuttosto soddisfatto di queste apparizioni, di questa memoria”. “Però – aggiunge Xerra – devo dire  che quell’elemento (il soppalco, ndr) resta come un punto interrogativo, devo capire che funzione avrà, ma al di là della funzione c’è qualcosa che non mi quadra. Chi è che non era d’accordo…Sgarbi? Diciamo che una volta ogni tanto ha ragione”.

L’inaugurazione è stata impreziosita anche dall’esibizione dell’Ensemble Nouages del conservatorio Nicolini, diretto da Walter Casali.

VENERDI’ RIFLETTORI ACCESI SULLA SMART CITY – Proseguono, dopo l’inaugurazione odierna, le iniziative che marcano la restituzione, alla città, del complesso del Carmine.

Venerdì 20 dicembre, dalle 9.30 alle 12 gli spazi della ex chiesa accoglieranno anche gli studenti delle scuole superiori per un incontro che ripercorrerà le diverse fasi, dal recupero artistico e architettonico alle attività già in programma nel nuovo Laboratorio Aperto. Ad aprire la mattinata, i saluti istituzionali del vice sindaco Elena Baio cui seguiranno gli interventi della restauratrice Valentina Arosio e dell’architetto Franz Bergonzi, che richiameranno il percorso di ristrutturazione dello storico edificio e il “cantiere parlante nel cuore di Piacenza” rappresentato dal Carmine. Dalle 10.30 alle 12, il Lab Experience per le scuole, che offrirà ai ragazzi la possibilità di sperimentare le potenzialità delle attrezzature tecnologiche di realtà virtuale e aumentata in dotazione al Laboratorio Aperto.

Nel pomeriggio, dalle 15, il complesso del Carmine sarà teatro di un nuovo appuntamento per “I Quaderni degli Stati Generali della Ricerca”, con la presentazione del progetto Start City del Comune di Piacenza che, dopo i saluti del vice sindaco Elena Baio, verrà illustrato dall’ex direttore generale dell’ente, Roberto Gerardi, unitamente al responsabile dell’Unità operativa Programmazione e Innovazione del Comune di Piacenza Giuseppe Morsia e al responsabile dei Sistemi Informativi Giovanni Maggi.

Alle 15.50, sarà proprio l’assessore Baio a presentare le proposte avanzate dai cittadini per dare impulso al Piano Smart City di Piacenza, mentre alle 16 interverrà il docente del polo locale del Politecnico di Milano Massimo Tadi per approfondire il tema “Diagnostica urbana, Big Data e prestazioni ambientali per una smart, sustainable, responsive city”. Alle 16.30, la tavola rotonda “Il futuro delle nostre città”, moderata dal docente del Politecnico di Milano Michele Roda, che coordinerà il dibattito tra il vice sindaco di Piacenza Elena Baio, l’assessore a Politiche Giovanili, Cooperazione internazionale e Servizi informatici del Comune di Ferrara Micol Guerrini, l’assessore al Bilancio, Innovazione e Digitalizzazione del Comune di Cremona Maurizio Manzi e l’assessore a Educazione e Innovazione del Comune di Parma Ines Seletti.

L’elenco dei principali servizi che verranno offerti dal Laboratorio aperto: eventi di informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento del pubblico; attività di formazione rivolte a professionisti e imprese sui temi del Laboratorio e di promozione della cultura digitale anche verso fasce sociali marginali al fine di superare il digital divide; elaborazione di nuove metodologie didattiche per la formazione dei giovani nelle discipline e professioni legate agli ambiti del Laboratorio; progetti educativi rivolti a scuole e università del territorio, volti a favorire la creatività degli studenti.

E ancora: sviluppo di piattaforme tecnologiche per la soluzione di problemi, il miglioramento di processi, per nuovi servizi o forme di comunicazione; lab Space con finalità di edutainment per la divulgazione, esposizione e sperimentazione di tecnologie; living Lab con attività di supporto e accompagnamento per la diffusione delle soluzioni; programmi di Open Innovation volti a facilitare l’incontro e il matching di innovazione tecnologica tra imprese e start up; realizzazione di applicazioni innovative e software dedicati alla mobilità e alla logistica sostenibile, ambiente e territorio e ai beni culturali/eventi; attività di co-progettazione, testing e validazione di servizi; eventi destinati alla costruzione di servizi e applicazioni attraverso modalità “hackathon”; sperimentazione con cittadini e imprese per la costruzione di nuovi servizi e punti di accesso; sperimentazione di innovazioni di processo e sviluppo di prodotti innovativi per la mobilità, logistica e smart city; servizi di scouting tecnologico e accompagnamento alla brevettazione per imprese del territorio; servizi di progettazione, consulenza e trasferimento di know how a enti pubblici e privati; spazi di co-working per innovatori e aspiranti startupper, in coordinamento con gli spazi già esistenti sul territorio; servizi di incubazione e accelerazione di imprese negli ambiti del Laboratorio; sportello / centro informazioni per la mobilità e i servizi turistici; attività di promozione della città a livello nazionale e internazionale; servizi di networking locale, nazionale, internazionale; eventi di animazione culturale e intrattenimento aperti al pubblico e capaci di attrarre visitatori.

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