Qualità della vita, Piacenza è 44esima. Bene lavoro e consumi, bocciati su ambiente e servizi
Indagine sulla qualità della vita promossa da Il Sole 24 Ore, Piacenza perde altre 4 posizioni nel 2019 e scende alla 44esima posizione. Già nel 2018 la nostra città aveva perso terreno , passando dalla 35esima posizione del 2017 alla 40esima. Al primo posto della classifica si conferma ancora Milano, seguita da Bolzano.
Secondo quanto spiega il quotidiano economico, per celebrare la 30esima edizione, quella di quest’anno è un’indagine extra large con 90 indicatori che fotografano approfonditamente il benessere nelle province italiane (qui le classifiche complete ). Entrando nel dettaglio della nostra provincia, ci collochiamo in ottima posizione per quanto riguarda la voce “ricchezza e consumi” (11esimo posto); bene anche “affari e lavoro” (27esima posizione) mentre la vera e propria nota dolente arriva quando si parla di “ambiente e servizi” (96esima posizione). Ci troviamo invece circa a metà classifica per “giustizia e sicurezza” (58esima posizione); “demografia e società” (59esima posizione) e “cultura e tempo libero” (44esimo posto).
L’indagine de “Il Sole 24 Ore” permette inoltre di salire su una metaforica “macchina del tempo” ed avere un quadro riassuntivo sul benessere nella nostra città negli ultimi 30 anni. Rispetto al 1990 – quando si era posizionata 36esima – Piacenza nel 2019 ha perso 8 posizioni. Il miglior risultato è stato nel 1998, quando fummo incoronati come vincitori, mentre il peggiore in assoluto risale al 2002, che ci vide arrivare al 57esimo posto. Anche la classifica di Italia Oggi , pubblicata in novembre, aveva visto arretrare la nostra provincia: Piacenza era scivolata dal 28esimo al 32esimo posto. Nel 2017 eravamo 20esimi.
LA SITUAZIONE A LIVELLO NAZIONALE – Così “Il Sole 24 Ore” presenta la situazione a livello nazionale sulla qualità della vita. “Nella top ten delle città più vivibili, dove si incontrano anche Trieste (5ª) e Treviso (8ª), quest’anno entrano Monza e Brianza, che sale di 17 posizioni fino alla sesta, Verona che ne guadagna sette e arriva al settimo posto e – a chiudere la top ten – Venezia e Parma che salgono rispettivamente di 25 e 19 piazzamenti.
Se il caso di Milano è emblematico, soprattutto perché dopo il boom dello scorso anno la leadership è stata confermata, la classifica 2019 fotografa le performance positive di tutte le grandi città della Penisola (ad eccezione di Bologna, che registra un leggero calo): Roma , diciottesima, sale di tre posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno. Crescono anche Cagliari, che fa un balzo di 24 posizioni (20°), e Genova, sale di 11 gradini (45°), Firenze (+7, al 15° posto) e Torino è 33esima (+ 5 sul 2018). Il trend coinvolge anche le grandi città del Sud: Napoli , pur essendo nella metà inferiore della classifica generale (81°), rispetto alla scorsa edizione della Qualità della vita ha all’attivo una salita di 13 posizioni, mentre Bari mette a segno un incremento di 10 posizioni, raggiungendo il 67° posto.
Il divario con il Mezzogiorno – Il gap tra Nord e Sud, una costante nelle fotografie scattate dalla Qualità della vita, non va dissolvendosi: la coda della classifica, infatti, è tutta concentrata nel Mezzogiorno con Enna al 104° posto, Foggia al 105° e Crotone al 106° prima della già citata Caltanissetta. Il divario emerge soprattutto se si analizzano le performance su base regionale: Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia sono sul podio, seguite dal Veneto, presente nella top 10 con tre province, dall’Emilia Romagna – che cresce, soprattutto nella classifica di tappa «Affari e lavoro» – e dalla Lombardia. In fondo alla classifica, invece, ci sono Sicilia e Calabria, rispettivamente ultima e penultima”.

