“Quanto è bello vedere i nostri figli crescere in autonomia”

“E’ vero che nessuno cura i nostri ragazzi come noi, è vero però che hanno bisogno di fare esperienze lontano da genitori, come accade per tutti i giovani. Certo, gli imprevisti possono capitare, ma tutto si può risolvere”.

Arriva come un invito ad uscire dal guscio la testimonianza di una mamma, Stefania, che partecipa insieme al proprio figlio alle attività di autonomia promosse per le famiglie di persone disabili, una cinquantina in tutto a Piacenza. “Vivere da adulti nella nostra città”, questo il nome del servizio di accoglienza temporanea di sollievo per adulti e minori con disabilità, finanziato in gran parte dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. Esperienze rese possibili dal protocollo d’intesa tra Fondazione di Piacenza e Vigevano, i Comuni di Piacenza, Castel San Giovanni e Fiorenzuola D’Arda, l’Ausl, le cooperative Aurora Domus, Assofa, La Gemma – gestori del servizio – e la Fondazione Pia Pozzoli – Dopo di Noi e l’Associazione William Bottigelli, e raccontate a palazzo Rota Pisaroni.

Un percorso di restituzione, come si suol dire, racchiuso in una mostra fotografica che racconta la quotidianità del progetto “Week-end di Sollievo – Vivere da adulti nella nostra città”, con scatti realizzati dai ragazzi stessi e dagli operatori dei servizi, post prodotte dalla fotografa piacentina Serena Groppelli, con testi della redazione Civico 11. A scandire la presentazione, i brani letti da Sara Marenghi.

Il presidente della Fondazione, Massimo Toscani, ha sottolineato come questo progetto sia un successo della comunità tutta, che lo sostiene attraverso realtà diverse. “Si dice spesso che una volta c’era più umanità. Non è vero – dice – c’è più solidarietà adesso di 50, 60 anni fa”. “Quando si parla di sollievo, si pensa all’aiuto dato alle famiglie, in realtà – aggiunge l’assessore ai servizi sociali Federica Sgorbati – questo vale anche per i ragazzi. Sono stata ospite della “casetta” (in Cantone del Cristo, dedicata a prove di autonomia) e ho vissuto l’atmosfera positiva che si crea tra i ragazzi. Abbiamo fatto tanto, ma c’è ancora tanto da fare: dobbiamo porci degli obiettivi ancora più alti”.

Vivere da adulti nella nostra città

Sono principalmente tre le attività proposte dal progetto, ripercorse da Arianna Guarnieri responsabile area disabilità di Aurora Domus: le prove di autonomia, come quelle della casetta, dove i ragazzi “imparano a vivere da soli, a fare la spesa e cucinare”, i weekend di sollievo (circa una decina all’anno), in un appartamento messo a disposizione da Assofa, dedicati a famiglie e utenti con disabilità più grave e, infine il cohousing di 3 giovani in un appartamento di via Mascaretti, con “un accompagnamento educativo leggero”, e con il supporto della Fondazione Pia Pozzoli e della psicologa della fondazione stessa, Ilaria Fontana, rivolto in questo caso ai genitori.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.