Tramello, in una mostra immagini e testimonianze sulla deportazione degli ebrei italiani foto

Ha inaugurato nella mattinata del 4 dicembre, all’Istituto Tramello di Piacenza (via Negri, 45), la mostra sulla deportazione degli ebrei in Italia intitolata “Binario 21”.

Il nuovo allestimento – che ha visto all’opera gli studenti di 4° e 5°  sotto la direzione di un gruppo di docenti – è frutto di un lavoro partito a settembre scorso, e consiste in una trentina di pannelli collocati nel piano interrato della scuola, in cui si ripercorre quanto avvenuto agli ebrei residenti in Italia a partire dall’8 settembre del 1943.

Superato l’ingresso – dove simbolicamente campeggia la scritta “La memoria rende liberi” (un richiamo all’insegna del campo di concentramento di “Auschwitz”, che recitava “Arbeit macht frei” – il lavoro rende liberi) – il visitatore è quindi chiamato a riflettere su ciò che succedeva alle vittime dei nazisti, a partire dalla detenzione nel carcere di San Vittore fino alla deportazione tramite convogli costituiti proprio sul binario 21 – da qui il titolo della mostra – della stazione Centrale di Milano, sotterraneo ed escluso alla vista della popolazione civile.

Mostra binario 21 all'Istituto Tramello
Mostra binario 21 all'Istituto Tramello

Tramite ulteriori pannelli sono anche ricostruite le biografie di alcune delle persone che furono deportate il 30 gennaio 1944. La mostra si compone inoltre di alcuni video di approfondimento, che comprendono – tra gli altri – anche il racconto in prima persona della senatrice Liliana Segre. In tal senso, l’esposizione è stata infatti realizzata grazie al prezioso contributo dell’Associazione Figli della Shoah, della quale è presidentessa Segre, oltre che del Fondo Internazionale di Assistenza alle Vittime del Nazismo, Legge 249/2000, dell’Unione Europea, della Conference on Jewish Material Claims Against Germany e della Regione Lombardia.

Il percorso espositivo si arricchisce con alcune testimonianze di persone che hanno vissuto in prima persona quei tragici fatti. Già in occasione dell’inaugurazione, grazie all’associazione Figli della Shoah, i signori Giordano e Bruna D’Urbino hanno portato la loro storia all’attenzione dei giovani studenti dell’istituto. “Ricordare è fondamentale perchè il problema non è esaurito – le loro parole -, in questi tempi si assiste infatti ancora ad una recrudescenza di teorie razziste e xenofobe. Noi quando vediamo gli stranieri di oggi, bistrattati e pieni di problemi, ci identifichiamo con loro e ci mettiamo nei loro panni. Bisogna sapere che tutto questo “è stato” – come diceva Primo Levi – in barba ai negazionisti. I negazionisti sono di due categorie – hanno evidenziato -: i cretini, ignoranti che non conoscono la storia da una parte, dall’altra invece coloro che si vergognano così tanto di quello che è successo che cercano di rimuovere”.

Mostra binario 21 all'Istituto Tramello
Mostra binario 21 all'Istituto Tramello

Prossimamente saranno ospiti altri testimoni, ovvero il signor Dario Foà con la consorte, a cui si potrebbe aggiungere anche il tastierista dei Nomadi, Beppe Carletti, che con il suo gruppo ha eseguito lo storico brano “Auschwitz” di Francesco Guccini.

L’esposizione si inserisce in un progetto più ampio: da anni infatti l’IS Tramello collabora con la Comunità ebraica di Parma per il restauro del cimitero ebraico di Fiorenzuola e l’Istituto ha partecipato al bando regionale, in collaborazione con l’ISREC, per condurre gli studenti di quinta in un viaggio della memoria tra Praga, TerezÍn e Monaco di Baviera. Le scuole o i cittadini interessati a visitare la mostra con la guida degli studenti del Tramello potranno prenotarsi telefonicamente per le mattinate dal 9 al 17 dicembre; la mostra sarà inoltre aperta sabato 7 dicembre, in occasione di scuola aperta.

Mostra binario 21 all'Istituto Tramello

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