Un defibrillatore sotto l’albero per la polizia locale di Bobbio

Un regalo assai prezioso quello che i membri del Circolo “Amici della Briscola Chiamata di Bobbio” hanno lasciato sotto l’albero della Polizia Locale di Bobbio (Piacenza).

Accade così che la Vigilia di Natale è stato consegnato un defibrillatore, strumento salva-vita già operativo sul veicolo suv in dotazione al Comando della Polizia Municipale dell’Alta Val Trebbia. Il dispositivo è stato consegnato da Giovanni Mozzi, presidente del Circolo “Amici della Briscola Chiamata di Bobbio”, agli agenti in forze al Corpo della Polizia Municipale di Bobbio, entrando pertanto a far parte del circuito di Progetto Vita.

Un defibrillatore utilizzabile sia per adulti che pazienti in età pediatrica, pronto ad entrare in azione in caso di attivazione del cosiddetto “Codice Blu” da parte della Centrale Operativa del 118 Emilia-Ovest. In tal modo, qualora si verificasse l’esigenza di soccorrere un paziente colto da arresto cardio-circolatorio nel territorio del Comune di Bobbio, oltre al personale sanitario verrà contestualmente inviato sul luogo dell’evento anche la pattuglia della Polizia Locale di Bobbio, i cui agenti sono già stati tutti formati con corsi appositi per il suo utilizzo. L’intervento precoce su un paziente colto da arresto cardiaco, infatti, è fondamentale per andare ad aumentare le chances sia di sopravvivenza che di recupero di tutte le funzioni vitali.

Si va così ad implementare la fitta rete di defibrillatori di Progetto Vita, sia presenti in postazioni fisse che su veicoli dell forze dell’ordine, dislocati sul territorio provinciale, il cui obbiettivo è quello avere uno strumento salvavita in più per soccorrere le persone colte da malore, e che fanno di Piacenza la provincia più cardio-protetta d’Europa. “Al momento contiamo su una rete formata da oltre 980 defibrillatori sparsi su tutto il territorio provinciale – spiega la cardiologa Daniela Aschieri, presidente di Progetto Vita – che nel corso dell’anno che sta volgendo al termine hanno permesso di salvare la vita a 8 persone”.

“Altro dato che vorrei sottolineare – prosegue la dottoressa Aschieri – è la loro importanza strategica nelle varie postazioni fisse: ultimo caso emblematico quello avvenuto lo scorso 19 dicembre, quando un signore ha accusato un malore mentre era in una sala d’aspetto di uno studio medico a Caorso (Piacenza). Ancor prima che perdesse conoscenza e accusasse un arresto cardiaco gli sono stati applicati gli elettrodi così il defibrillatore ha scaricato non appena è sopraggiunto l’arresto cardiaco, e venti secondi più tardi il paziente aveva già ripreso conoscenza. Ogni minuto che passa dall’arresto cardiaco le probabilità di salvare il paziente calano del 10%, per questo, come Progetto Vita, portiamo avanti una campagna di formazione di personale laico che sia in grado di utilizzare il dispositivo salva vita di concerto con la continua e progressiva installazione di nuovi defibrillatori. Attualmente siamo ad un rapporto un defibrillatore ogni 300 abitanti, con sempre più persone che vengono salvate anno dopo anno”.

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