Al Municipale trionfa l’opera su Beethoven ripresa dalla Bbc foto

Bellissimo, originale ed applauditissimo il botto di fine anno del Teatro Municipale di Piacenza che porta il titolo de “Il Sordo…Sogno d’amore in una notte di San Silvestro”, ovvero una commedia per musica in un atto che vuole rendere omaggio al grandissimo compositore-pianista Ludwig Van Beethoven (Bonn 1770- Vienna 1827) anticipando le celebrazioni del 250° anniversario della sua nascita (15 dicembre) in prima rappresentazione assoluta.

La geniale idea ed esecuzione è uscita dalla fantasia di Leo Nucci, non soltanto un grande cantante ma un altissimo conoscitore ed appassionato di musica, lirica in particolare, che ha fatto della celebre frase di Beethoven “La musica è una rivelazione più profonda di ogni saggezza e filosofia” il filo conduttore della sua intensissima opera teatrale.

opera il sordo

In questo caso Nucci porta in scena il dramma del grande compositore che sente avvicinarsi la completa sordità che gli impedisce di sentire le sue straordinarie composizioni (percepirà qualcosa attraverso le vibrazioni degli strumenti) che gli consentono un viaggio nel profondo dell’anima per scoprire emozioni e bellezze sublimi. Sarà questa forza della disperazione, la consapevolezza di interpretare una missione di trasmettere agli altri il potere e la bellezza della musica, in una forma di rara perfezione, a salvarlo dal suicidio e completare il seppur breve percorso di vita.

Ed il messaggio che dà forza e speranza è l’Amore: “Quel suono anch’io di nuovo sento e vincere mi fa la sordità! Quel suono ch’è la parola amore”. Con queste parole si chiude questa opera in un solo atto che racconta, in modo magari un po’ semplicistico, una storia d’amore tra gli allievi del maestro Joseph ed Anna proprio nella notte di capodanno. L’obiettivo di Leo Nucci è felicemente raggiunto grazie all’assoluta qualità dei suoi collaboratori, dal direttore Jacopo Brusa al regista Salvo Piro e, soprattutto, all’ispirata, appropriata, calda ed avvincente musica di Paolo Marcarini, felicissimi interpreti sorretti dai suoni armonici e trascinanti dell’orchestra dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti con il coro del Conservatorio Nicolini di Piacenza del maestro Giorgio Ubaldi.

opera il sordo

A decretare il successo dello spettacolo hanno contribuito le suggestive scene di Carlo Centolavigna ed i costumi di Artemio Cabassi impreziositi dalla bravura dei quattro interpreti canori. Leo Nucci, nella parte di Beethoven, oltre ad insospettate doti interpretative è apparso in gran forma con una freschezza e sottigliezze vocali degne del suo grande prestigio. E’ piaciuta molto anche la soprano salernitana Nunzia De Falco, sicura ed estensiva nei registri alti con voce chiara e ben modulata. Il tenore Ivan Defabiani lo sentiamo sempre con gusto (pur molto giovane ritornava nel nostro teatro per la quinta volta) perché voce squillante e generosa, capace di modulare bene i fiati ed i legati. Così come Davide Procaccini ha svolto ottimamente la parte dell’allievo Karl.

L’esito del matinèe teatrale è stato felicissimo e in un clima di grandi festeggiamenti. Ha cominciato il sindaco, Patrizia Barbieri, a risaltare l’importanza ed il notevole livello artistico raggiunto dal nostro teatro che ormai si può considerare tra i più prestigiosi in campo internazionale. Grande parte del merito va alla direttrice artistica Cristina Ferrari e ai suoi valenti collaboratori e collaboratrici. Il festoso spettacolo, interamente ripreso dalla inglese Bbc (che probabilmente lo farà girare nei circuiti internazionali), si è chiuso con un brindisi generale a cui ha partecipato tutto il pubblico presente, col tutto esaurito.

opera il sordo

LA VOCE DEI PROTAGONISTI – C’è aria di festa dietro le quinte. I complimenti e gli auguri si sprecano. Leo Nucci è circondato da persone amiche e da semplici ammiratori. E’ visibilmente soddisfatto: “E’ stata una faticaccia ma sono soddisfatto, ho voluto dedicare un inno all’amore all’insegna dell’ottimismo e della speranza come deve essere la sera di San Silvestro”. Sempre sorridente e simpatico il tenore Defabbiani: “Quest’opera mi è piaciuta e credo avrà un futuro di successo. A Piacenza torno sempre volentieri e spero di ritornarci presto. Adesso però mi attende un lungo periodo in Germania”.

Nunzia De Falco si coccola il giovanissimo figlio che affida alle braccia del marito e commenta: ”E’ stato un lavoro molto impegnativo, perché bisognava coordinare i movimenti e le parole in un’opera con una trama semplice ma complessa nel tema. Con colleghi così bravi e con un maestro come Nucci il successo non poteva mancare. Se tornerò? Non lo so, ma lo spero”. Concludiamo con la Direttrice Artistica, che ancora una volta ha vinto la scommessa con un esperimento davvero inedito salutato da un indiscusso successo. “Sì, è andata bene, credo che il felice esito farà in modo che quest’opera così originale entri nella circolazione dei grandi teatri. Inoltre la presenza della BBC ci dà un importante prestigio”.

Luigi Carini

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