Bonaccini chiude in un S. Ilario pieno: “Con me la sanità resta pubblica”

Stefano Bonaccini circondato dai sindaci del piacentino che lo sostengono: Castelvetro, Lugagnano, Podenzano, Travo, Zerba, Gragnano e Sarmato.

In un Auditorium S. Ilario strapieno (con circa 400 persone comprese quelle rimaste all’esterno), il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Emilia Romagna ha chiuso la sua campagna elettorale a Piacenza. Ultimo intervento pubblico, davanti a candidati e sostenitori, compresso tra gli endorsement dei primi cittadini del territorio e un collegamento in diretta per rispondere alle domande di Giovanni Floris a “Di Martedì” su La7.

Bonaccini a S. Ilario

Tanti applausi e qualche frecciata all’avversaria “donna oscurata dagli uomini”, ma il Bonaccini dell’ultimo miglio non squaderna solo la lista dei successi dei 5 anni trascorsi al governo, ma si sforza di parlare all'”operaio o al disoccupato” che votano Lega. “Possiamo vincere, siamo davanti – dice ai cronisti – e penso che si stia comprendendo davvero che queste sono elezioni regionali e non un voto che qualcuno vuole scaricare sulla dimensione nazionale o sull’Europa”.

“Abbiamo il dovere di combattere civilmente fino all’ultimo per conquistare il voto degli indecisi” – ha esordito -. È stata una campagna piuttosto surreale, avevo proposto di fare dei confronti con la mia avversaria ma si è sempre sottratta. Siamo tornati in mezzo alla gente nelle piazze, nei luoghi di lavoro, ma io dopotutto sono tornato dove sono sempre stato in questi anni. Basti pensare che sono stato più di cento volte in provincia di Piacenza”.

Bonaccini a S. Ilario

“E’ stata una campagna molto partecipata – ha proseguito – ma purtroppo non abbiamo potuto confrontarci sull’Emilia Romagna, sui temi del territorio. Avevamo bisogno di dire che Emilia Romagna vogliamo invece questa terra viene usata da parte di Salvini come scalpo per ottenere la caduta del governo. Noi emiliano romagnoli siamo gente ospitale e anche Salvini sarà sempre il benvenuto ogni volta che verrà, ma la differenza è che lui è un ospite mentre io sono a casa mia, e dopo domenica non lo vedremo più”. Sulla sua avversaria Lucia Borgonzoni, Bonaccini ha fatto notare: “Candidano una donna e poi la oscurano completamente, ma non è certo questo il modo di comportarsi”.

Bonaccini a S. Ilario

E la chiusura del discorso è sui temi più di pancia. “Se vinco, – afferma – voglio promuovere un nuovo patto per il lavoro buono non precario e ben remunerato; qui parliamo di cose concrete, come le cure sanitarie gratuite e di qualità, perchè fin che ci sarò io in Regione la sanità resterà in stragrande maggioranza pubblica. Presenteremo una misura nuova e straordinaria il trasporto pubblico gratuito a tutti gli studenti grazie ai risparmi della nostra Regione”. E l’epilogo fa leva sui sentimenti. “Ci hanno detto che ci libereranno – dice accusando la retorica elettorale della Lega – ma questa è la terra dei sette fratelli Cervi che ha pagato un tributo altissimo alla lotta di Liberazione, non ci vengano a dire cose senza senso”.

E sull’orgoglio emiliano: “Se l’Italia assomigliasse più all’Emilia Romagna sarebbe un paese decisamente migliore”.

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