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Busa Foodlab fa visita a Marudo. L’ex Traversoni “Vietato abbassare la guardia”

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Il Busa Foodlab ritorna in campo, e lo fa dove gioca quella che per tre stagioni è stata la squadra di Michela Traversoni: sabato 11 gennaio, dopo una sosta lunga tre settimane, il campionato delle biancoblu ripartirà dalla sfida con il Tomolpack Marudo, al via a partire dalle 21.

Per il libero di casa Busa Foodlab, Michela Traversoni, quella di sabato sarà la prima partita da ex: la formazione di Gossolengo aveva infatti affrontato Marudo nel primo campionato di serie B2 trovandosi di fronte, nella seconda linea avversaria, proprio Traversoni. «Sicuramente rientrare in quella palestra e ritrovare le persone che ti hanno fatto sentire come a casa per tre anni un po’ di effetto farà: non sarà come entrare in una qualsiasi altra palestra – racconta Michela Traversoni -. La cosa che mi colpirà di più sarà il tifo, che a Marudo è sempre stato molto acceso e sportivo: se prima i tifosi erano a mio favore stavolta non saranno dalla mia parte, per la prima volta».

La squadra che si troverà sulla strada del Busa Foodlab è piuttosto diversa da quella affrontata nel campionato 2017/18: a Marudo la partita terminò per 3-1 in favore di Gossolengo. Oggi la classifica vede le due formazioni distanti ventidue punti in classifica con le lodigiane ancorate al penultimo posto. «Non sono rimaste molte delle ragazze che giocavano con me – prosegue Traversoni -. Anche se sono in zona rossa, come tutte le altre squadre che giocano con la prima in classifica, se la giocheranno fino all’ultimo punto».

Oltre alla sfida con Marudo per chiudere il girone di andata il Busa Foodlab dovrà fronteggiare Real Volley Brescia e Gussago, con l’obiettivo della partecipazione alla Coppa Italia nel mirino. «Ci aspettano tre squadre tutte di bassa classifica per finire il girone: dovremo essere brave a non abbassare mai la guardia e stare sempre sul pezzo perché è un attimo sennò inciampare – conclude Traversoni -. Quando si gioca contro squadre di questo tipo basta un attimo per perdere un po’ la concentrazione o prendere le avversarie sottogamba: forse queste sono le partite più pericolose da non sottovalutare, dobbiamo imporre il nostro gioco e giocare come sappiamo».

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