Doppio ritratto, timbri, peculiarità artistica: i periti spiegano perché il Klimt è autentico

Il Klimt trafugato e ritrovato a Piacenza è “un’opera di valore inestimabile”, sottolinea Claudia Collina, storica e critica d’arte, funzionario IBC specialista in Beni Culturali, che ha svolto accertamenti scientifici e storico – artistici. Insieme a Diego Cauzzi, funzionario per le tecnologie Complesso Monumentale Pilotta (Parma) e a Anna Selleri, funzionario restauratore Pinacoteca Nazionale Bologna, ha esaminato l’opera ritrovata nelle pertinenze della galleria il 10 dicembre scorso.

Autentico il Klimt ritrovato, conferenza stampa in Banca d'Italia
Autentico il Klimt ritrovato, conferenza stampa in Banca d'Italia

Gli accertamenti svolti da Cauzzi sono stati di carattere scientifico, con rilevazioni messe a confronto con quelle eseguite nel 1996, poco prima che il “Ritratto di Signora” venisse rubato dalla Ricci Oddi. La riflettografia del 1996 aveva evidenziato la presenza di un altro ritratto (grazie a un’intuizione della giovane studentessa Claudia Maga), un aspetto confermato dalla nuova riflettografia eseguita lo scorso dicembre.

“Complessivamente il dipinto è in discrete condizioni conservative, non ha subito danni specifici – dice Anna Selleri -, dovuti ad atti vandalici o altro (con unica eccezione di alcuni graffi sulla tela in alto, probabilmente dovuti al furto ndr). Presenta la traccia del filo di rame dell’antifurto (già presente e documentata nella radiografia del 1996, ndr). Sono presenti i tre marchi della Ricci Oddi, sul retro dell’opera: in particolare uno di questi, in gesso, ci è tornato utile per il suo riconoscimento. E’ veramente identico a quello documentato nel 1996. Anche la tela è compatibile, esaminando l’ordito”.

Autentico il Klimt ritrovato, conferenza stampa in Banca d'Italia

Durante l’esame del dipinto sono stati recuperati alcuni reperti, come ragnatele e foglioline, che sono stati consegnati alla polizia per ulteriori indagini. Infine, Claudia Collina ha illustrato le peculiarità storico – artistiche dell’opera, che è da definirsi autentica in base “alla ricognizione storica, archivistica e stilistica dell’autore, la sua firma autentica e i pigmenti costitutivi da lui utilizzati – e non secondariamente l’esattezza di misure della tela battuta dalla cornice, con specchiatura argentea che la conteneva e la totale coincidenza del verso dell’opera con la “ripresa d’insieme del verso del dipinto” effettuata nel 1996″.

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