Immobili confiscati, Libera a Rancan “Riutilizzarli anche a fini sociali significa farli tornare alla collettività”

“Il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati è il risultato di una battaglia fatta venticinque anni fa – venticinque! – da Libera Contro le Mafie. Una legge che spezza un meccanismo attraverso cui i beni confiscati tornavano quasi sempre nelle mani delle mafie. Una legge che ora invece permette che i beni confiscati vengano riutilizzati a fini sociali – rendendo quindi la società civile protagonista della lotta alle mafie, attraverso la possibilità di riappropriarsi di spazi e crearne di nuovi – o istituzionali”.

Così Libera Bologna replica a Matteo Rancan, consigliere regionale della Lega e capolista a Piacenza del Carroccio alle prossime elezioni regionali, che sul tema aveva attaccato la Regione: “Basta dare ai migranti gli immobili confiscati alle mafie – le sue parole -, prima vengono i nostri uomini in divisa”.

“Quasi sempre – prosegue Libera – a prevalere è il secondo tipo di riutilizzo, quello a fini istituzionali. I beni confiscati sono i segni della presenza mafiosa sul territorio. Riutilizzarli anche a fini sociali significa farli tornare alla collettività, significa renderli aperti, condivisi, di tutte e tutti. Ne abbiamo bisogno”.

“A Piacenza – fa sapere l’associazione – l’appartamento di via Tibaldi è stato assegnato al comando dei Carabinieri; il capannone assegnato al Comune di Calendasco ospita la protezione civile. Dobbiamo ringraziare i profughi dell’ostello Tre Corone che grazie ad un progetto della Scuola Edile di Piacenza hanno lavorato per restituire alla collettività questo bene confiscato alla mafia. A Cortemaggiore invece il Comune ha deciso di affittare ad una cittadina italiana un appartamento confiscato”.

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