Inquinamento, sesto sforamento e proroga dei divieti. Legambiente propone i lunedì ecologici

A Piacenza sono sei i giorni consecutivi con la concentrazione nell’aria di polveri sottili (pm10) oltre i limiti di legge (fissati a 50 microgrammi per metro cubo).

Lo dicono i dati delle centraline Arpae, che anche nella giornata di ieri, 15 gennaio, hanno registrato sforamenti in tutte e quattro le stazioni della pianura: i valori più bassi a Lugagnano (67 µg/m3) e Besenzone (76µg/m3); mentre il picco si è verificato in quelle collocate al Parco di Montecucco (94 µg/m3) e a Giordani-Farnese (95 µg/m3). Un altro giorno “nero”, insomma, per quanto riguarda l’inquinamento nella nostra provincia, in linea con un quadro regionale sconfortante, aggravato, come detto più volte, da un gennaio segnato da tempo stabile e praticamente privo di precipitazioni. E a poco sembrano essere servite le misure emergenziali su traffico veicolare e riscaldamento, in vigore – come da protocollo (LEGGI QUI) – da martedì 14 gennaio e valide – in teoria – fino a oggi, 16 gennaio, compreso.

Sono quindi state prorogate dal Comune di Piacenza fino alla giornata di lunedì 20 gennaio (inclusa) le misure emergenziali previste dal Piano regionale integrato per l’aria. Resta dunque in vigore sul territorio urbano, senza interruzioni neppure nel fine settimana, l’estensione del divieto di circolazione dalle 8.30 alle 18.30 per i veicoli diesel sino alla categoria Euro 4 compresa, nonché – come già avviene abitualmente – per i mezzi a benzina pre Euro ed Euro 1, per ciclomotori e motocicli a due tempi pre Euro. Contestualmente, permane l’obbligo di ridurre le temperature di almeno un grado centigrado negli ambienti riscaldati, per un massimo di 19°C nelle case, negli uffici, nei luoghi destinati a scopi ricreativi, associativi o di culto e negli esercizi commerciali, scendendo a 17°C nelle sedi di attività industriali ed artigianali. Sono esclusi da tale provvedimento gli ospedali e le case di cura, le scuole e gli impianti sportivi.

Si ricorda inoltre che è vietato, in presenza di sistemi di riscaldamento alternativi, l’utilizzo di generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa, le cui prestazioni energetiche ed emissive non siano in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe 4 stelle. Vige, infine, il divieto assoluto di combustioni all’aperto per qualsiasi tipologia (falò, barbecue, fuochi d’artificio, ecc.) – anche relativamente alle deroghe per piccoli cumuli di residui vegetali bruciati in loco – così come il divieto di spandimento dei liquami zootecnici, fatta eccezione per le tecniche con interramento immediato dei liquami e iniezione diretta al suolo.

LEGAMBIENTE ER “ISTITUIRE I LUNEDI’ ECOLOGICI” – «Servono misure incisive da attuare in tempi strettissimi per incidere sulle principali fonti emissive nelle nostre città: il traffico veicolare ed i riscaldamenti. Se il fondamentale lavoro sulla riqualificazione energetica degli edifici comporta tempi più lunghi – sostiene Legambiante Emilia Romagna – le misure per ridurre le emissioni da traffico sono invece di rapida implementazione a costi quasi nulli».

«Proponiamo da subito due misure immediatamente attuabili: la prima è di trasformare le domeniche ecologiche in lunedì ecologici. Chiediamo di bloccare il traffico in una giornata lavorativa invece che durante il fine settimana, favorendo però gli spostamenti dei cittadini rendendo gratuiti tutti i mezzi pubblici della regione per questa giornata. Un’azione che favorirebbe anche un cambio di abitudini negli stili di mobilità privata, facendo conoscere a tutti i servizi pubblici delle nostre città, spesso sconosciuti, implementando l’utilizzo del trasporto pubblico come soluzione più economica, comoda e sostenibile»

La seconda azione che può essere immediatamente messa in campo è la riduzione della velocità in autostrada in caso di “emergenza smog”, prendendo spunto dal progetto europeo BrennerLEC che ha dimostrato come la riduzione a 100 km/h della velocità massima in autostrada porti ad una riduzione fino al 30% degli ossidi di azoto emessi dal traffico. Su questo i sindaci dei Capoluoghi dovrebbero essere in prima linea nel perorare questa richiesta di fronte al Ministro delle infrastrutture De Micheli.

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