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La protesta non va in saldo “Lavoratori a ‘chiamata’, ma con obblighi da dipendenti” foto

La protesta non va in saldo. A Piacenza, nella mattinata dell’11 gennaio, davanti al negozio H&M il sindacato Ugl terziario ha organizzato un picchetto per sensibilizzare i cittadini in merito alle condizioni dei lavoratori.

“Su 18 dipendenti, quasi la metà sono precari, con contratti a “chiamata” anche per mesi – spiega Pino De Rosa, segretario provinciale Ugl -. Questa tipologia contrattuale dovrebbe avere una durata breve, per far fronte ad esigenze temporanee dell’azienda, come la stagionalità, qui in H&M viene utilizzato strutturalmente. Al di là del fatto che, dal nostro punto di vista siamo anche contra legem, dal punto di vista sociale questa vicenda grida vendetta: non si può far lavorare una ragazza per 12, 18 mesi , senza nessuna certezza, con un contratto a chiamata che, tra le altre cose non prevede il riconoscimento della malattia e espone il lavoratore al rischio di essere “ricattabile”, con il timore di non essere più chiamato dall’azienda se non si adatta alle richieste avanzate. Non è vero che questa flessibilità sia funzionale a esigenze imprenditoriali, ma serve solo a rendere precario il lavoro e quindi la vita delle persone”.

protesta H&M

“Il nostro lavoro viene definito a chiamata ma è, a tutti gli effetti, equiparabile a un contratto subordinato – racconta Milena Radic, rsa del negozio H&M -. Dopo aver lavorato per 18 mesi in modalità job on call, si è vista proporre un contratto a tempo determinato che si concluderà la prossima settimana. Insieme a tutto lo staff avevo pianificati i turni per 4 settimane, così come le ferie concordate un anno prima. in questo modo io avevo solo i doveri da dipendente a contratto subordinato, senza averne i diritti. Una modalità che non viene utilizzata solo a Piacenza. Nel momento in cui chiedi di essere stabilizzata, anche perché durante il colloquio preliminare ti lasciano intendere che esista questa possibilità, questo non avviene. Io posso anche capire che l’azienda non possa permettersi di assumere personale, in realtà ora che il mio contratto e quello di altre ragazze viene a scadere cosa succede? Hanno attivato altri contratti a chiamata”.

“Prima di organizzare questa manifestazione abbiamo fatto un’assemblea con i lavoratori, chiesto un incontro con l’azienda – continua De Rosa -, che ha inviato il proprio delegato alle relazioni industriali il quale ha detto serenamente di non essere disponibile a stabilizzare nessuno di questi rapporti di lavoro. Ripeto, ci sono anche delle violazioni di legge. Il decreto dignità prevede che la percentuale di precari, rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato, sia del 30%. Qui siamo quasi al 50%”.

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