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ll Falstaff del regista piacentino Lidi fa il pieno di applausi fotogallery

Nelle stagioni operistiche del teatro Municipale il Falstaff di Giuseppe Verdi su libretto di Arrigo Boito non lo troviamo molto spesso, ma quando c’è vanta sempre grandi, se non grandissimi, interpreti. Fu così nel con 1942 quando il Municipale ospitò colui che, probabilmente, è stato il più grande interprete di Falstaff, ovvero il baritono Mariano Stabile; fu così nel 1995 con il memorabile Renato Bruson e quindi con un altro interprete d’eccezione come Cesare Maestri.

L’edizione andata in scena venerdì sera ha mantenuto fede alle nobili tradizioni con Luca Salsi, un baritono tra i principali interpreti in campo internazionale che sta godendo di meritata fama dopo l’interpretazione di Scarpia nella recente Tosca di apertura al teatro la Scala di Milano.

Falstaff al Municipale

Crediamo sia un giusto riconoscimento per un’opera testamento del grande autore di Busseto che si cimenta, ormai ottuagenario, in questa opera commedia dopo le insistenze dell’amico Arrigo Boito esattamente 50 anni dopo il Nabucco, ovvero il primo autentico capolavoro del nostro Genio. Così, dopo il trionfale Otello (che sembrava aver chiuso l’eccezionale percorso musicale), il grande maestro ci lascia un altro prodigio musicale nel quale ritrova molto di se stesso definendolo una “fuga buffa”. Ed il pubblico milanese, la sera del 9 febbraio del 1893 quando alla Scala andò in scena la “prima”, gli tributò applausi interminabili da costringere il Maestro ad uscire da una porta di servizio.

Falstaff al Municipale

Per Luca Salsi, ancor giovane baritono parmense (45 anni di San Secondo), si tratta delle prime esperienze in questa opera verdiana molto particolare e in un personaggio complesso che si presta a diverse interpretazioni e sottigliezze. Si può sicuramente affermare che l’atteso protagonista (che ha richiamato molti suoi estimatori provenienti dalle città vicine) abbia superato la prova a pieni voti, confermando elevate qualità baritonali espresse in una voce piena, potente, senza inflessioni su corrette basi musicali e con una cromatura che trascina l’ascoltatore. Col tempo è destinato a diventare un grande interprete del ruolo quando avrà migliorato il recitativo e quando saprà cogliere, con l’esperienza, alcune sfumature del personaggio.

Accanto a lui tutta la compagnia di canto ha offerto una prova di notevole intensità, a cominciare dal baritono bulgaro Vladimir Stoyanov, sicuro e convincente in scena come nella voce bella e squillante ma sapientemente misurata, al tenore Marco Ciaponi, giovanissimo ma vecchia conoscenza del pubblico piacentino che ne segue una crescita artistica costante, che può farsi ammirare per l’acuto facile e di punta accompagnato dalla delicatezza di canto. Così come bene ha figurato Luca Casalin nella parte del dr. Cajus. Brave, divertenti ed impeccabili nei registri sia le tre soprano, la sempre sicura e gradevole Serena Gamberoni in Alice, l’aggressiva e bravissima Meg Page di Florentina Soare e la sorprendente Giuliana Gianfaldoni, graziosa e delicata Nannetta, unitamente alla mezzo soprano Rossana Rinaldi, convincente Mrs Quickly. Il tutto in un cast vocale di assoluto valore, ben condotto da un’orchestra di prestigio come l’Arturo Toscanini diretta dall’ottimo Jordi Bernacer che nel complesso ha ben figurato pur avendo avuto poche prove a disposizione.

Se il coro del teatro Municipale di Piacenza, diretto magistralmente dal maestro Corrado Casati, ha dato l’ennesima prova di affiatamento e di bravura, la sorpresa, in positivo, è stata, a nostro avviso, la regia del piacentino Leonardo Lidi che ha saputo rispettare libretto ed epoca aggiungendo apprezzabili finezze sceniche in grado di unire la vena di comicità dell’opera a un senso mistico e melanconico, con contorni di bianco che portano all’inesorabile declino (come dice lo stesso Falstaff).

Ancora una volta un pubblico numeroso, competente e generoso in applausi e consensi ha decretato il successo di questa edizione di Falstaff, salutata da un applauso finale e caloroso di una decina di minuti. Il Falstaff sarà replicato domenica pomeriggio con inizio alle ore 15,30.

Luigi Carini

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