“Musica troppo alta a La Chiesetta”, i residenti tornano a protestare

Dopo i controlli e le rilevazioni eseguite dalle autorità competenti eseguiti nei mesi scorsi, i residenti di San Lazzaro tornano a lamentarsi della musica ad alto volume del locale La Chiesetta, lungo la via Emilia a Piacenza.

Lo scorso fine settimana sono arrivate in redazione mail di protesta di alcune persone che vivono in zona. “I mercoledì, venerdì, sabato e domenica sono diventati notti in cui non si riesce a riposare per l’elevato volume della musica, gli schiamazzi al microfono amplificati del Dj e delle persone che frequentano il locale, oltre alle vibrazioni causate dai subwooffer che si diffondono sulle superfici orizzontali e verticali dei muri fino a sentirsi sul cuscino, stando a letto – scrive un lettore. – Le numerose telefonate notturne con richiesta di verbalizzazione e intervento della polizia e dei carabinieri (ultimo intervento nelle prime ore del mattino del 18 gennaio, per schiamazzi, ndr) non hanno portato a nulla: quando si presentano, il Dj abbassa un po’ il volume per poi alzare oltre le soglie appena va via la pattuglia”.

“Ogni esercizio commerciale, pubblico, privato o locale che sia, ha certamente il diritto a svolgere la propria attività nel rispetto di un sistema di norme e regole che devono essere osservate sempre e non ad intermittenza o sotto verifica di chi deve/dovrebbe controllare. Lo stesso esercizio, certamente, non ha il diritto di condizionare peggiorando la qualità della vita nè il diritto al riposo di chi ci abita vicino: questa non è libertà è anarchia!”.

“Siamo nel 2020, la conoscenza e le tecnologie in edilizia consentono da tempo di progettare e costruire edifici sufficientemente isolati, in gradi di non trasmettere onde sonore e vibrazioni all’esterno, idonei a fare musica a livelli di decibel da rendere sordi gli ospiti all’interno ma isolando adeguatamente la diffusione verso l’esterno. Perché – conclude – l’ufficio del Comune che concede i permessi non ne tiene conto? Altrimenti, perché quando si fanno feste di quartiere, concerti all’aria aperta o in alcuni locali, il tutto finisce entro mezzanotte? Sarà forse per porre un limite ai disagi di chi ci abita vicino?”.

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