Sallusti “Le democrazie stanno diventando Stati di Polizia” foto

“Da un po’ di anni i nostri governi considerano i piccoli imprenditori, gli artigiani e i commercianti dei farabutti a prescindere; allo stesso tempo sono la “gallina da spennare”, perché è li che c’è il capitale, il patrimonio: così però si distrugge la classe media del Paese”.

Sono le parole di Alessandro Sallusti, direttore de “Il Giornale”, oggi a Palazzo Galli della Banca di Piacenza ospite del Festival della cultura delle Libertà, un’iniziativa promossa da Confedilizia insieme ai quotidiani Il Foglio e il Giornale, l’Associazione liberali piacentini e European Students For Liberty, con la direzione scientifica di Carlo Lottieri. “In Italia ci si continua ad occupare degli indigenti e dei miliardari – ha aggiunto -, il problema è che il paese lo manda avanti chi sta in mezzo”.

“In questo nuovo mondo il potere è il controllo. – ha detto Sallusti, ampliando il suo ragionamento -. Lo è sempre stato, però nelle democrazie occidentali c’erano margini di libertà e di discrezione. Oggi stiamo diventando delle dittature, perché sono queste forme di governo che controllano in maniera maniacale i cittadini, le democrazie no. Oggi i padroni del mondo sono Google, Amazon, Facebook, perchè hanno il controllo dei loro “cittadini” virtuali, ovvero gli utenti. Anche gli Stati stanno andando in quella direzione, diventando degli Stati di Polizia che vogliono sapere tutto dei loro cittadini”.

ALESSANDRO SALLUSTI AL FESTIVAL DELLA CULTURA DELLE LIBERTA’

IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL

Sabato 25 gennaio, in Sala Panini a Palazzo Galli (10.30-11.00) previsti i saluti di Corrado Sforza Fogliani, Claudio Cerasa e Alessandro Sallusti. La I sessione (11-12.30) verterà sul tema “La proprietà nella Costituzione italiana”, con Silvio Boccalatte, Michele Fiorini e Giuseppe Portonera. A seguire (12.30 – 13) Raimondo Cubeddu parlerà di “Proprietà e libertà”. Dopo la pausa pranzo, sessioni in contemporanea: la II (ore 15.15-17, “La proprietà di sé tra biopolitica e questioni morali”, con Sergio Belardinelli, Daniele Capezzone e Pio Marconi e la III (ore 17.15-19, “Proprietà e comunità: il ruolo dei beni condivisi”, con Stefano Moroni, Paolo Pamini e Giorgio Spaziani Testa) in Sala Panini; la IV (ore 15.15-17, “L’attualità di John Locke, Frédéric Bastiat, Ayn Rand e Murray N. Rothbard”, con Roberta Modugno, Carlo Lottieri, Stefano Magni e Paolo Zanotto) e la V (ore 17.15-19 Sessione V: “Di chi devono essere le scuole? Il sistema educativo tra Stato, comunità e famiglie”, con suor Anna Monia Alfieri, Paolo Luca Bernardini e Andrea Favaro) in Sala Verdi.

Domenica 26 gennaio in Sala Panini, dalle 9 alle 10.45, la VI sessione si occuperà di “Proprietà privata e razionalità imprenditoriale”; al tavolo dei relatori Guglielmo Piombini, Adriano Teso e Florindo Rubettino). Tra le 11 e le 11.45 sessione VII incentrata su “Proprietà pubblica e imprese di Stato”, con Luciano Capone, Carlo Stagnaro e Alessandro Vitale). In contemporanea, in Sala Verdi, sessione VIII (ore 9-10.45), “I tributi dovuti al sovrano e la libertà degli uomini”, con (Marco Bassani, Alessandro Gnocchi e Corrado Ocone) e sessione IX (ore 11-12.45, “L’idea di proprietà in Europa e in America”, relatori Antonio Donno, Marco Respinti e Michele Silenzi). In Sala Panini, alle ore 12.45, sessione plenaria con Marcello Pera, che spiegherà “Perché l’Occidente deve riscoprire la proprietà”. Dopo la pausa pranzo, ultima sessione (la X, sempre in Sala Panini, a partire dalle 15.15) con focus su “Proprietà, giustizia, socialità”, con Emanuele Boffi, Luigi De Biase, Roberto Festa e Francesco Forte). Alle 17 conclusioni affidate, come sempre, a Corrado Sforza Fogliani.

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